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	<title>Sotto il manto della Mamma.</title>
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		<title>Sotto il manto della Mamma.</title>
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		<title>San Nicola Di Bari. Santa Messa Di Liberazione  e Intercessione &#8211; 13 Novembre Ore 19.30</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 08:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Alberto ABREU</dc:creator>
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		<description><![CDATA[     
Il Signore Gesù Cristo ci riempirà delle sue grazie e benedizione, accostiamoci al altare con piena fiducia, al trono di grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati  nel momento opportuno (Eb.4,16). Questo è il mistero eucaristico che celebriamo in questa eucaristia di liberazione e intercessione, in ogni eucaristia si compie questa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sottoilmantodellamamma.wordpress.com&blog=6406008&post=415&subd=sottoilmantodellamamma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;">     <img class="aligncenter size-medium wp-image-417" title="abbraccio" src="http://sottoilmantodellamamma.files.wordpress.com/2009/10/abbraccio.jpg?w=219&#038;h=300" alt="abbraccio" width="219" height="300" /></p>
<p style="text-align:justify;">Il Signore Gesù Cristo ci riempirà delle sue grazie e benedizione, accostiamoci al altare con piena fiducia, al trono di grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati  nel momento opportuno (Eb.4,16). Questo è il mistero eucaristico che celebriamo in questa eucaristia di liberazione e intercessione, in ogni eucaristia si compie questa realtà divina, è la nostra fede che ci fa partecipare in pienezza di ciò che Cristo per amore ha donato all’umanità di tutti i tempi.</p>
<p style="text-align:justify;">     Nell’eucaristia Gesù riversa tutto il suo sangue per la nostra salvezza, in questo mistero avviene una liberazione e guarigione di tutto ciò che opprime l’uomo cominciando dal peccato, le malattie, sofferenze psicomfisiche, influenze negative, legami delle tenebre, ristabilimento dell’albero genealogico.</p>
<p style="text-align:justify;">     Quante grazie reciviamo nella celebrazione eucaristica, nonostante noi non ce ne rendiamo conto, e non siamo consapevoli di tale grazie divine emanate dalla potenza eucaristica. Gesù vivo in mezzo a noi, opera con tanto amore e vuole la nostra adesione libera, coerente e costante alla nostra fede.</p>
<p style="text-align:justify;">     Vi invito a partecipare con tante preghiere, digiuno, fioretti, e soprattutto ad aprire il cuore a Gesù e Maria, perché grande è il suo Amore ed eterna la sua misericordia.</p>
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		<title>Il fumo mi fa male.</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 11:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Alberto ABREU</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="size-medium wp-image-407  aligncenter" title="IlFumoFaMale" src="http://sottoilmantodellamamma.files.wordpress.com/2009/10/ilfumofamale.jpg?w=300&#038;h=147" alt="IlFumoFaMale" width="300" height="147" /></p>
<p style="text-align:justify;">Vorrei parlare di questo argomento di cui si parla poco e niente, soprattutto in questa società dove il tabagismo trova ampio spazio nonostante sugli stessi pacchetti viene ben specificato che il fumo fa male o peggio, riportando una delle frasi più frequenti, “<em>Il fumo uccide</em>”. Il fumatore dovrebbe prendere coscienza che ciò che compra e consuma è un pericolo per la nostra salute. Più del 70% dei tumori ed altre patologie, come ad esempio le malattie del cuore, sono infatti causate dal fumo. L’<em>Istituto di Sanità</em> nutre grande preoccupazione per la grande quantità di malattie prodotte da questo “vizio”. La stessa fonte riporta inoltre, che il fumo è in aumento, soprattutto fra i giovanissimi, che per essere alla pari dei più grandi e, per cercare qualcosa che gli dia maggior sicurezza, ne fanno uso, senza sapere, o comunque non avendone la giusta consapevolezza e coscienza, che vanno incontro a dei problemi gravissimi per la loro salute, certamente più gravi rispetto a quelli ai quali possono andare incontro gli adulti.Chi è giovane, infatti, essendo in età di sviluppo, può andare incontro a gravi disfunzioni che potranno avere conseguenze per tutta la vita. Pochi giovani sanno, ad esempio, che il fumo incide in modo fortemente negativo sul funzionamento degli organi riproduttivi. Per non parlare poi dei residui di catrame che rimangono nel nostro organismo.</p>
<p style="text-align:justify;">A tal proposito, ho trovato su YouTube, un video, il quale mostra mostra che danni causa 1 pacchetto di sigarette al giorno, fumato per 20 giorni, sono enormi, mi raccomando guardatelo fino alla fine, con attenzione soprattutto a come cambia il colore dell’acqua, questa alla fine sarà bollita, rimarrà soltanto il catrame,che è lo stesso che finisce nell’organismo di chi fuma.</p>
<p style="text-align:center;">  <span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://sottoilmantodellamamma.wordpress.com/2009/10/28/il-fumo-mi-fa-male/"><img src="http://img.youtube.com/vi/7RDOSONXAhI/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:justify;">Ecco quindi la necessità di una maggior consapevolezza, per noi cristiani, di questo problema, che va in contrasto con la nostra fede. Se la nostra fede è autentica sarà nostra cura interessarci della nostra salvezza spirituale e corporale.</p>
<p style="text-align:justify;">In primis possiamo prendere coscienza alla luce della parola di Dio, che illumina nel nostro cammino spirituale:</p>
<p style="text-align:justify;">“<strong>Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo</strong>” <sup>(1Cor. 6, 19-20)</sup></p>
<p style="text-align:justify;">La parola di Dio che ci trasmette Paolo deve farci prendere coscienza di cosa siamo diventati quando siamo stati introdotti nella chiesa, uniti al corpo di Cristo mediante il battesimo. Il nostro corpo è diventate abitazione dello Spirito Santo e quindi non apparteniamo più a noi stessi, perché siamo stati comprati a caro prezzo, Cristo infatti, ha dato il suo sangue per salvarci anima e corpo.</p>
<p style="text-align:justify;">Un altro passo della Parola ci conferma questa verità indispensabile per la nostra vita da cristiani:</p>
<p style="text-align:justify;">“<strong>Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi</strong>” <sup>(1Cor. 3, 16-17)</sup></p>
<p style="text-align:justify;">In questo brano Paolo ci avverte, che siamo tempio di Dio e il tempio è sacro, se noi attentiamo contro questo tempio, Dio distruggerà questo tempio, non perché Dio distrugge ciò che ha creato, ma che ci lascerà al nostro libero arbitrio, e questo ci porta al peccato e il peccato alla morte eterna. Quando Gesù parla con i giudei, lo fa in modo forte perché hanno il cuore indurito, parla loro in parabole, Gesù, Parola incarnata del Padre Eterno l’annuncia con potenza e verità quando dice, citando il profeta Isaia (ls. 6,9-10):</p>
<p style="text-align:justify;">“<strong>Voi udrete, ma non comprenderete, guarderete, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gliorecchi, e non intendere con il cuore affinché si convertano ed lo li risani</strong>” <sup>(Mt. 13, 14-15)</sup></p>
<p style="text-align:justify;">“Santo è il tempio di Dio”, Gesù dice di essere santi perché io sono santo, questo è il dono che ci ha dato Gesù mediante lo Spirito Santo e, siamo guidati da lui come figli di Dio e lo siamo realmente, questa è la motivazione per la quale dobbiamo essere lontani da tutto ciò che danneggia e ci allontana da Dio.</p>
<p style="text-align:justify;">Il fumo, l’alcool, l’eccesso di cose e ogni genere di vizio e tutto ciò che ci porta all’idolatria e distrugge il nostro corpo e lo spirito, non erediterà il regno di Dio. Paolo infatti ci dice che raccoglieremo le conseguenze del nostro peccato:</p>
<p style="text-align:justify;">“<strong>Non vi ingannate, non ci si può beffare di Dio; perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà. Perché chi semina dalla carne, mieterà corruzione dalla carne; ma chi semina dallo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna</strong>” <sup>(Gal. 5, 20-21 &#8211; 6:7-8)</sup></p>
<p style="text-align:justify;">Grazie all’incarnazione del Figlio di Dio, all’uomo è stato concesso di entrare in questo mistero di salvezza e innalzarsi ad una eredità incorruttibile, ad un livello eccezionale, perché Dio è l’Onnipotente ed è tutto amore, che ha riversato nel cuore dell’uomo il suo Spirito Santo (cfr. Gal.4,6). San Paolo dirà:</p>
<p style="text-align:center;">“<strong>Chi è in Cristo è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove</strong>” <sup>(2Cor. 5, 16-17)</sup></p>
<p style="text-align:justify;">È questa la creatura nuova che Gesù ha acquistato con la sua vita in croce dando tutto se stesso per la salvezza dell’umanità.</p>
<p style="text-align:center;">“<strong>Lo sazierò di lunga vita e gli farò vedere la mia salvezza</strong>” <sup>(Salmi 91:16)</sup></p>
<p style="text-align:center;">“<strong>Ascolta, figlio mio, ricevi le mie parole, e anni di vita ti saranno moltiplicati</strong>” <sup>(Proverbi 4:10)</sup></p>
<p style="text-align:justify;">Il signore Dio ci mostra la sua strada, la sua vita, l’uomo è libero e cosciente della sua libertà. Dio propone, non impone, la sua proposta è nel suo cuore di Padre perché è spinto dall’amore per l’uomo affinché possa salvarlo:</p>
<p style="text-align:center;">“<strong>Io sono il Signore tuo Dio che ti insegno per il tuo bene, che ti guido per la strada su cui devi andare</strong>” <sup>(Is. 48, 17)</sup></p>
<p style="text-align:justify;">La parola di Dio ci viene in aiuto, la parola di Dio è viva ed efficace (Eb.4,12) è la manifestazione di Dio, della sua totale adesione al progetto di amore che ha per l’uomo, addirittura elevandolo quasi alla altezza degli angeli come ci dice il salmo 8,5-7 “<strong>Che cos’è l’uomo perché ti ricordi di lui o il figlio dell’uomo perché tu te ne curi? Di poco l’hai fatto inferiore agli angeli, di gloria e di onore l’hai coronato e hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi”, è la voce che penetra nel più profondo del suo essere, perché è la sua creatura, creata a sua immagine e somiglianza, Dio non può non amare la sua creatura e come andare contro se stesso, contro il suo amore “Ora dice il Signore cheti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: “Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartiene. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo</strong>” <sup>(Is. 43, 1-4a)</sup></p>
<p style="text-align:justify;">“<strong>Vi esorto, dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, la gradita e la perfetta volontà</strong>” <sup>(Romani 12:1-2)</sup></p>
<p>Tornando al problema del fumo, la cosa più assurda è che il fumatore quando gli si dice che il fumo fa male, la sua risposta è lo so, ma non ne posso fare a meno, quindi è consapevole della gravità per la sua salute corporale e mentale, della sua schiavitù, della sua droga, del suo male. Ho conosciuto molti cristiani fumatori che non avevano nessuna intenzione di rinunciare a questo piacere. La Bibbia afferma chiaramente che esiste il piacere nel peccato ma che alla fine se ne subiranno le conseguenze. La Bibbia dice che Mose scelse di sua volontà di rinunciare ai piaceri del peccato per seguire Dio.</p>
<p style="text-align:justify;">“<strong>Per fede Mose, fattosi grande, rifiutò di essere chiamato il figlio della figlia del Faraone, preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio che godere per breve tempo dei piaceri del peccato</strong>” <sup>(Ebrei 11: 24-25)</sup></p>
<p style="text-align:justify;"> Don Albreto Abreu</p>
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		<title>La mia testimonianza eucaristica e la testimonianza di Catalina.</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 08:42:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Alberto ABREU</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La testimonianza di Catalina è stata per me fonte di un profondo senso spirituale alla mia consacrazione sacerdotale, mettermi oggi davanti alla Eucaristia con più coscienza viva e attiva della presenza reale e divina del Nostro Signore Gesù Cristo, il quale è efficacia della nostra preghiera davanti ad essa. 
     E’ una esperienza che va oltre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sottoilmantodellamamma.wordpress.com&blog=6406008&post=401&subd=sottoilmantodellamamma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-402" title="eucarestia" src="http://sottoilmantodellamamma.files.wordpress.com/2009/10/eucarestia.jpg?w=203&#038;h=300" alt="eucarestia" width="203" height="300" />La testimonianza di Catalina è stata per me fonte di un profondo senso spirituale alla mia consacrazione sacerdotale, mettermi oggi davanti alla Eucaristia con più coscienza viva e attiva della presenza reale e divina del Nostro Signore Gesù Cristo, il quale è efficacia della nostra preghiera davanti ad essa. </p>
<p style="text-align:justify;">     E’ una esperienza che va oltre i nostri sensi, una emanazione della potenza divina. Come un fiume di grazie si scatena tutto l’amore appassionato di Dio Padre per noi, donandoci il suo Figlio, attualizzando la sua passione, morte in Croce e risurrezione.</p>
<p style="text-align:justify;">     Celebrando la messa rivivo ogni avvenimento eucaristico, con un entusiasmo meraviglioso, con una grande gioia, la mia mente si riempie di immagine di questa presenza di Gesù vivo, della sua passione, dentro di me, vi confesso che devo fare un grande sforzo per contenermi e non piangere, perché tanto mi sento immerso in questo mistero così grande che a volte il mio cuore sembra scoppiare. Dio mi da la forza di viverla con molta serenità.</p>
<p style="text-align:justify;">     Come non potrei credere alle preghiere che si offrono in questo avvenimento eucaristico così potente per la nostra salvezza. Confermo vivamente che il Signore Gesù con il suo sacrificio accoglie le nostre suppliche e tutto ciò che deponiamo al suo altare. Ogni venerdì lo dedico specialmente al preziosissimo Sangue del nostro Signore Gesù Cristo, ho un quaderno speciale dove vi sono delle richieste di preghiere, nomi, fotografie, lettere, intenzioni di preghiere, tante sofferenze, malattie, richieste di conversione, bambini malati, sacerdoti in difficoltà. Tutto va posto al cuore sanguinante di Gesù che con amore fa sua ogni persona e abbracciandola con tenerezza, donando a tutti speranza, consolazione e guarigione secondo il suo disegno di salvezza offerto al Padre.</p>
<p style="text-align:justify;">     Quanta angoscia sento nel vedere molti fedeli partecipare alla santa eucaristia con molta leggerezza. Stando alla testimonianza di Catalina, ne è prova, già fin dall’inizio della messa quando viene trascurata la puntualità della messa, mancando il rito iniziale e penitenziale, in nome della santissima Trinità, dove con la consapevolezza di essere peccatori e di non essere degni di celebrare questo grande mistero, chiedendo perdono dei nostri peccati, soprattutto poi se non siamo frequentatori assidui al sacramento della penitenza, è un atto molto grave al mistero d’amore che si compie per la nostra salvezza. Più volte ne ho fatto appello come pastore responsabile, quanto è importante vivere tutta l’eucaristia in ogni momento senza tralasciare nulla, per poter partecipare alla santissima comunione, perché li  culmina tutta l’azione eucaristica del mistero celebrato, se manca qualcosa, come possiamo essere in piena comunione?.</p>
<p style="text-align:justify;">La nostra partecipazione alla Messa deve essere un atto profondo di amore, di riconoscenza all’amore di Dio e non più un dovere o precetto,o un momento religioso da compiere come cristiani, ma la corsa a questo  evento di amore che Gesù ci dona in continuazione. E’ la nostra salvezza, la nostra gioia, la nostra speranza, la nostra preghiera, la nostra vita, il nostro amore.</p>
<p style="text-align:justify;">Io spero che leggendo questa testimonianza, possiate vivere d’ora in poi la santa eucaristia come cerco di viverla io come sacerdote, come cristiano e come uomo per amore a Dio.   </p>
<p style="text-align:right;">                                                                                                                                                                                                  Sac. Don Alberto Abreu</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:center;">TESTIMONIANZA DI CATALINA</p>
<p style="text-align:center;"><strong>SULLA SANTA MESSA </strong></p>
<p>     Sulla meravigliosa catechesi con la quale il Signore e la Vergine Maria ci stanno istruendo &#8211; in primo luogo insegnandoci il modo di pregare il Santo Rosario, di pregare con il cuore, di meditare e di trarre profitto dei momenti di incontro con Dio e con la nostra Madre benedetta, e sul modo di confessarsi bene &#8211; inoltre, sulla conoscenza di ciò che avviene nella Santa Messa e sul modo di viverla con il cuore.<span id="more-401"></span><br />
     È questa la testimonianza che devo e voglio dare al mondo intero, per la maggior Gloria di Dio e per la salvezza di chiunque voglia aprire il proprio cuore al Signore. Affinché molte anime, consacrate a Dio, ravvivino il fuoco dell’amore per Cristo, sia quelle che hanno nelle loro mani il potere di farlo scendere sulla terra per essere nostro nutrimento, sia le altre, affinché perdano l’uso di riceverlo per “abitudine” e rivivano il meraviglioso stupore dell’incontro quotidiano con l’amore. Affinché i miei fratelli e sorelle laici di tutto il mondo vivano il più grande dei Miracoli con il cuore: la <strong>celebrazione della Santa Eucaristia.<br />
</strong>     Era la vigilia del giorno dell’Annunciazione, e i componenti del nostro gruppo erano andati a confessarsi. Alcune signore del gruppo di preghiera non riuscirono a farlo e rimandarono la confessione al giorno seguente, prima della Santa Messa.<br />
     Quando il giorno seguente giunsi in Chiesa un po’ in ritardo, il signor Arcivescovo e i sacerdoti stavano già entrando nel presbiterio. In quel momento, la Vergine disse con la sua voce dolce e soave che raddolcisce l’anima:<br />
<strong>«Oggi per te è un giorno di apprendistato e voglio che tu faccia molta attenzione perché, di ciò che sei testimone oggi, tutto ciò che vivrai in questo giorno, dovrai farne partecipe l’umanità». </strong>Rimasi sorpresa senza comprendere, ma cercando di essere molto attenta.</p>
<p>     La prima cosa della quale mi resi conto era un coro di bellissime voci che cantavano, come se venisse da lontano; in alcuni momenti la musica si avvicinava, poi si allontanava, come se si trattasse di un suono portato dal vento.</p>
<p>     Il signor Arcivescovo cominciò la Santa Messa , e giunto all’Atto Penitenziale, la Santissima Vergine disse:</p>
<p><strong>«Dal profondo del tuo cuore, chiedi perdono al Signore per tutte le tue colpe, per averlo offeso, così potrai partecipare degnamente al privilegio di assistere alla Santa Messa». </strong></p>
<p>È certo che per una frazione di secondo pensai: «Sono certamente in Grazia di Dio, mi sono appena confessata ieri sera».</p>
<p>Ella rispose<strong>: «Credi forse che tu, da ieri sera, non abbia offeso il Signore? Lascia che ti ricordi alcune cose. Quando stavi uscendo per venire qui, la ragazza che ti aiuta ti si avvicinò per chiederti alcune cose, e poiché eri in ritardo, sbrigativamente le rispondesti in modo non molto cortese. E stata una mancanza di carità da parte tua, e dici di non avere offeso Dio&#8230;?» </strong></p>
<p><strong>«Nella strada che hai fatto per venire fin qui, un autobus ha intralciato la tua strada e ti ha quasi urtato e tu hai detto un’abbondante quantità di cose contro quel pover’uomo, invece di venire in Chiesa facendo le tue orazioni, preparandoti per la Santa Messa. Hai mancato di carità e hai perso la pazienza e la pace. E dici di non aver offeso il Signore&#8230;?» </strong></p>
<p><strong>«E arrivi all’ultimo momento, quando già la fila dei celebranti sta uscendo per celebrare la Messa.. , e stai per parteciparvi senza una previa preparazione&#8230;» </strong></p>
<p>- Va bene, Madre mia, non mi dire di più, non ricordarmi altre cose, altrimenti morirò immediatamente di vergogna e di dolore &#8211; risposi.</p>
<p><strong>«Perché arrivare all’ultimo momento? Dovreste essere qui prima, per poter fare una preghiera e chiedere al Signore di mandare il Suo Santo Spirito, perché vi conceda uno spirito di pace che scacci via lo spirito del mondo, le preoccupazioni, i problemi e le distrazioni, e poter essere così capaci di vivere questo momento tanto sacro. Invece, arrivate quasi all’inizio della celebrazione e vi partecipate come se andaste ad assistere ad un evento qualsiasi, senza nessuna preparazione spirituale. Perché? E il Miracolo più grande, e voi avete la possibilità di vivere il momento del più grande regalo da parte dell’Altissimo, ma non lo sapete apprezzare». </strong></p>
<p>     È bastato così. Mi sentivo così male che fu più che sufficiente perchè chiedessi perdono a Dio, non solamente per le colpe di quel giorno, ma per tutte le volte che, come moltissime altre persone, ho aspettato che terminasse l’omelia del sacerdote per entrare in Chiesa. Per tutte quelle volte che non ho saputo o che ho rifiutato di capire che cosa significava essere lì, e per quelle altre volte che, essendo forse la mia anima piena di peccati più gravi, avevo osato partecipare alla Santa Messa.</p>
<p>     Era un giorno festivo e si doveva quindi recitare il Gloria. La Santa Vergine disse:<strong> «Glorifica e benedici con tutto il tuo amore la Santissima Trinità , riconoscendoti una Sua creatura». </strong></p>
<p>     Come fu diverso quel Gloria! Mi vidi d’un tratto in un altro luogo, pervaso di luce, davanti alla Presenza Maestosa del Trono di Dio, tutto pieno di luce; con quanto amore, ringraziando, ho ripetuto&#8230; “Per la tua Gloria immensa, noi Ti lodiamo, Ti benediciamo, Ti adoriamo, Ti glorifichiamo, Ti rendiamo grazie, Signore, Dio, Re del cielo, Dio Padre Onnipotente e mi immaginavo il volto paterno del Padre pieno di bontò&#8230; Signore, Figlio unico Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, Tu che togli i peccati del mondo&#8230;” &#8211; e Gesù stava davanti a me, con quel volto pieno di tenerezza e di Misericordia&#8230; “perchè Tu solo sei Dio, solo Tu, Altissimo Gesù Cristo, con lo Spirito Santo&#8230;” il Dio dell’Amore perfetto, Quello che in questo momento fa trasalire tutto il mio essere&#8230;</p>
<p>E ho chiesto: «Signore, liberami da ogni spirito cattivo; il mio cuore ti appartiene, Signore mio, mandami la tua pace per ottenere il miglior beneficio da questa Eucaristia e perché la mia vita dia migliori frutti. Spirito Santo di Dio, trasformami, opera in me, guidami. O Dio, dammi i doni di cui necessito per servirti meglio&#8230;!»</p>
<p>Giunse il momento della <strong><em>Liturgia della Parola</em></strong> e la Vergine mi fece ripetere: «Signore, voglio oggi ascoltare la Tua Parola e dare frutto abbondante; che il Tuo Santo Spirito mondi il terreno del mio cuore, perché la Tua Parola cresca e si sviluppi, purifica il mio cuore perché sia ben disposto.</p>
<p><strong>«Voglio che tu stia attenta alle letture e a tutta l’omelia del sacerdote. Ricorda che la Bibbia dice che la Parola di Dio non ritorna senza aver dato frutto. Se stai attenta, resterà qualcosa in te di tutto quello che ascolti. Devi cercare di ricordare tutto il giorno quelle Parole, che lasceranno in te una impronta. Potranno essere una volta due frasi, poi sarà l’intera lettura del Vangelo, qualche volta solo una parola, da assaporare per il resto del giorno; questo si farà carne in te perché è questa la maniera di trasformare la vita, e fare in modo che la Parola di Dio trasformi». </strong></p>
<p><strong>«E ora, dillo al Signore che sei qui per ascoltare ciò che tu vuoi che Egli dica oggi al tuo cuore». </strong></p>
<p>     Ringrazio nuovamente Dio perché mi dà l’opportunità di ascoltare la Sua Parola ; chiedo perdono per aver mantenuto un cuore tanto duro per così tanti anni e per aver insegnato ai miei figli ad andare alla Messa la domenica perché così comandava la Chiesa , e non per amore e per il bisogno di riempirsi di Dio&#8230;</p>
<p>     Io che avevo assistito a tante Eucaristie, più che altro come un obbligo, e avevo creduto con questo di essere salva&#8230; Di viverla, nemmeno per sogno, di porre attenzione alle letture e alla omelia del sacerdote anche meno.</p>
<p>     Quale dolore ho provato per tanti anni persi inutilmente, a causa della mia ignoranza!&#8230; Quanta superficialità nelle Messe alle quali assistiamo quando c’è un matrimonio, o una Messa da morto, oppure perché ci teniamo a farci vedere dagli altri! Quanta ignoranza riguardo questa nostra Chiesa e riguardo i Sacramenti! Quanto spreco nel voler istruirci e coltivarci nelle cose del mondo, che in un momento possono sparire senza che nulla rimanga, e che alla fine della vita non ci servono neanche ad aggiungere un minuto alla nostra esistenza! <strong><em>Ma di quello che ci farà guadagnare un poco di cielo sulla terra e poi la vita eterna, non sappiamo niente, e tuttavia ci chiamiamo uomini e donne istruiti&#8230;! </em></strong></p>
<p>Si giunse poco dopo all’Offertorio e la Santissima Vergine disse<strong>: «Recita così, </strong>(e io la seguivo)<strong>: Signore, Ti offro tutto ciò che sono, quello che ho, quello che posso, tutto pongo nelle Tue mani. Eleva Tu, Signore, quel poco che io sono. Per i meriti di Tuo Figlio, trasformami, Dio Altissimo. Intercedi per la mia famiglia, per i miei benefattori, per ogni membro del nostro Apostolato, per tutte le persone che ci combattono, per quelli che si raccomandano alle mie povere preghiere&#8230; Insegnami a umiliare il mio cuore affinché il loro cammino sia meno duro&#8230;! E così che pregavano i santi e così voglio che facciate.” </strong></p>
<p>     È questo che Gesù vuole che si faccia: che umiliamo il nostro cuore affinché loro non sentano la durezza, ma che invece alleviamo loro il dolore del venire calpestati. Anni dopo, ho letto un libretto di preghiere di un Santo che amo molto: José Maria Escrivà de Balaguer; lì trovai una preghiera simile a quella che mi aveva insegnato la Vergine. Certe volte questo Santo, al quale mi affido, rendeva omaggio alla Vergine Santissima con quelle preghiere.</p>
<p>     All’improvviso, cominciarono ad alzarsi in piedi delle persone che non avevo visto prima. Era come se, dal fianco di ogni persona che si trovava nella Cattedrale, uscisse un’altra persona; la Cattedrale si riempì così di varie persone giovani e belle, vestite con tuniche bianchissime. Si diressero fino al corridoio centrale procedendo poi verso l’Altare.</p>
<p>     Disse nostra Madre: <strong>«Osserva, sono gli Angeli Custodi di ognuna delle persone che si trovano qui. E il momento nel quale il vostro Angelo Custode porta le vostre offerte e preghiere all’Altare del Signore».</strong></p>
<p>     In quel momento, ero completamente in preda a un grande stupore, perché quegli esseri avevano un volto tanto bello e tanto raggiante da non potersi immaginare. I volti risplendevano bellissimi, quasi femminili, benché, senza alcun dubbio, l’aspetto generale del corpo, delle mani e la statura fosse di uomo. I piedi nudi non poggiavano al suolo, ma piuttosto andavano come scivolando, come se scorressero via. Era una processione bellissima.</p>
<p>     Alcuni di loro portavano come un vassoio d’oro con qualcosa che risplendeva di una forte luce bianco dorata. Disse la Vergine :</p>
<p><strong>«Sono gli Angeli Custodi delle persone che stanno offrendo questa Santa Messa per molte varie intenzioni, di quelle persone che sono coscienti di ciò che significa questa celebrazione, di quelle che hanno qualcosa da offrire al Signore&#8230; </strong></p>
<p><strong>In questo momento, offrite le vostre pene, i vostri dolori, le vostre speranze, le vostre gioie e tristezze, le vostre richieste. Ricordatevi che la Messa ha un valore infinito, quindi siate generosi nell’offrire e nel chiedere». </strong></p>
<p>    Dietro ai primi Angeli, ne venivano degli altri che non avevano niente nelle mani, le avevano vuote. Disse la Vergine. <strong>«Sono gli Angeli delle persone che, pur essendo qui, non offrono mai niente, che non sono interessate a vivere ogni momento liturgico della Messa e non hanno offerte da portare all’Altare del Signore». </strong></p>
<p>    Per ultimi, vi erano degli altri Angeli che erano piuttosto tristi, con le mani giunte in preghiera, ma con gli occhi bassi. <strong>«Sono gli Angeli Custodi delle persone che, pur essendo qui, è come se non ci fossero, vale a dire delle persone che sono venute per forza, che sono venute perché si sentono obbligate, ma senza nessun desiderio di partecipare alla Santa Messa, e così gli Angeli vanno tristemente perché non hanno niente da portare all’Altare, salvo le loro proprie preghiere». </strong></p>
<p><strong>«Non intristite il vostro Angelo Custode&#8230; Pregate molto, pregate per la conversione dei peccatori, per la pace nel mondo, per i vostri famigliari, per il vostro prossimo e per quelli che si raccomandano alle vostre preghiere. Pregate, pregate molto, non solo per voi ma anche per gli altri». </strong></p>
<p><strong>«Ricordatevi che l’offerta più gradita al Signore la fate quando offrite voi stessi come olocausto, così che Gesù, nello scendere, vi trasformi con i Suoi propri meriti. Cosa avete da offrire al Padre che sia solo vostro? Il nulla e il peccato, ma se vi offrite in unione ai meriti di Gesù, fate una offerta gradita al Padre». </strong></p>
<p>     Quello spettacolo, quella processione era così bella che difficilmente potrebbe essere paragonata ad altro. Tutte quelle creature celesti davanti all’Altare facevano una riverenza, alcune ponendo la loro offerta al suolo, altre prostrandosi in ginocchio con la fronte quasi a terra, e dopo essere giunte lì, sparivano alla mia vista.</p>
<p>     Giunse il momento finale del prefazio, e quando l’assemblea cominciò a dire<strong>: «Santo, Santo, Santo»</strong> immediatamente, tutto quello che era dietro ai celebranti sparì. Dal lato sinistro del signor Arcivescovo, in forma diagonale all’indietro, apparvero migliaia di Angeli piccoli e Angeli grandi, Angeli con delle ali immense, Angeli con delle ali piccole, Angeli senza ali come i primi; tutti vestiti con delle tuniche simili alle albe bianche dei sacerdoti o dei monaci.</p>
<p>     Tutti si inginocchiavano con le mani giunte in preghiera e, in segno di riverenza, chinavano il capo. Si sentiva una musica bellissima, come se vi fossero moltissimi cori con voci diverse, e tutti, all’unisono e insieme al popolo, dicevano: Santo, Santo, Santo&#8230;</p>
<p>    Era giunto il momento della Consacrazione, il momento del più meraviglioso dei Miracoli&#8230; dal lato destro dell’Arcivescovo in linea ancora diagonale verso l’indietro, partiva una moltitudine di persone, vestite con la stessa tunica, ma dai colori pastello: rosa, verde, celeste, lilla, giallo; in poche parole, diversi e deliziosi colori. Anche i loro volti splendevano pieni di gioia, pareva che fossero tutti della stessa età. Si poteva notare (ma non saprei dire perché) che erano persone di età diversa, ma nei volti erano tutti uguali, senza rughe, felici. Tutti si inginocchiavano prima del canto del <strong>«Santo, Santo, Santo, è il Signore&#8230;» </strong></p>
<p>     Disse nostra Signora: <strong>«Sono tutti i Santi e i Beati del cielo e fra di essi vi sono anche le anime dei vostri famigliari che godono già della Presenza di Dio»</strong>. E poi, La vidi. Proprio alla destra del signor Arcivescovo.., un passo indietro rispetto a Monsignore, era un po’ sollevata dal suolo, inginocchiata sopra dei veli molto fini, nello stesso tempo trasparenti e luminosi, come acqua cristallina: la Santissima Vergine , con le mani giunte, guardava con attenzione e rispetto il celebrante. Stando là mi parlava, ma in silenzio, direttamente al cuore, e senza guardarmi.</p>
<p><strong>«Ti colpisce il fatto di vedermi un poco più indietro del Monsignore, vero? Ma così deve essere&#8230; Per guanto Mi ami, il Figlio Mio non Mi ha dato la dignità che dà a un sacerdote. di poterlo portare quotidianamente tra le Mie mani, come lo fanno le mani sacerdotali. Ecco perché provo un profondissimo rispetto per il sacerdote e per quel miracolo che Dio realizza per suo mezzo, e che Mi obbliga qui ad inginocchiarmi». </strong></p>
<p>     Dio mio, quanta dignità, quanta grazia riversa il Signore sulle anime sacerdotali, e noi non ne siamo coscienti, e talvolta, nemmeno tanti di loro!</p>
<p>Di fronte all’Altare, cominciarono a presentarsi delle ombre. di persone di colore grigio, che sollevavano le mani verso l’alto. Disse la Vergine Santissima : <strong>«Sono le anime benedette del Purgatorio che aspettano le vostre preghiere per trovare refrigerio. Non cessate di pregare per loro. Pregano per voi, ma non possono pregare per loro stesse, siete voi che dovete pregare per loro, per aiutarle ad uscire per incontrarsi con Dio e godere di Lui eternamente. </strong></p>
<p><strong>Come vedi, Io sono qui sempre&#8230; La gente fa pellegrinaggi, cerca i luoghi delle Mie apparizioni, e questo va bene per tutte le grazie che si ricevono in quei luoghi, ma in nessuna apparizione, in nessun luogo Io Sono presente per più tempo, come durante la Santa Messa. Ai piedi dell’Altare dove si celebra l’Eucaristia, sempre Mi potrete trovare; Io rimango ai piedi del Tabernacolo insieme agli Angeli, perché Io sto sempre con Lui». </strong></p>
<p>     Vedere quel bel volto della Madre nel momento del «Santo», come pure tutti gli altri, con il volto risplendente, con le mani giunte in attesa di quel miracolo che si ripete continuamente, era proprio come stare nel cielo stesso. E pensare che c’è della gente, che vi sono delle persone che in quel momento possono essere distratte, che magari stanno parlando&#8230; Lo dico con dolore, e sono molti più uomini che donne, che se ne stanno in piedi con le braccia conserte come se dovessero rendere un omaggio al Signore da pari a pari; da uguale ad uguale.</p>
<p>     Disse la Vergine : «Dillo agli esseri umani, che mai un uomo è così davvero uomo come quando piega i ginocchi davanti a Dio».</p>
<p>     Il celebrante pronunciò le parole della <strong>«Consacrazione»</strong>. Era una persona di statura normale, ma all’improvviso cominciò a crescere, a riempirsi di luce, di una luce soprannaturale tra il bianco e il dorato che lo avvolgeva, e diventava fortissima nella parte del volto, tanto che non si potevano più vedere i suoi lineamenti. Quando ha sollevato l’ostia, ho visto che le sue mani avevano sui dorso dei segni, dai quali usciva molta luce. Era Gesù! &#8230; Era Lui, che con il Suo Corpo avvolgeva quello del celebrante come se circondasse amorosamente le mani del signor Arcivescovo. In quel momento, l’Ostia cominciò a crescere e a crescere in modo enorme e in essa, il Volto meraviglioso di Gesù che guardava verso il Suo popolo.</p>
<p>     Istintivamente abbassai la testa e Nostra Signora disse<strong>: «Non distogliere lo sguardo, alza gli occhi, contemplalo, incrocia il tuo sguardo con il Suo e ripeti la preghiera di Fatima: Gesù mio, io credo, adoro spero e Ti amo. Ti chiedo perdono per tutti quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano. Perdono e Misericordia&#8230; Adesso digli quanto Lo ami, rendi il tuo omaggio al Re dei Re». </strong></p>
<p>     Vi dico, pareva che dall’Ostia enorme guardasse solo me, ma seppi che contemplava allo stesso modo ogni persona, pieno di amore&#8230; Quindi chinai il capo fino ad avere la fronte a terra, come facevano tutti gli Angeli e i beati del Cielo. Per una frazione di secondo, pensai che era lo stesso Gesù che avvolgeva il corpo del celebrante e nello stesso tempo si trovava nell’Ostia, che quando il celebrante l’abbassava, diventava nuovamente piccola. Avevo le guance piene di lacrime, non potevo uscire dal mio stato di meravigliato stupore.</p>
<p>     Non appena il Monsignore iniziò a pronunciare le parole di consacrazione del vino, insieme alle sue parole, incominciarono ad apparire dei bagliori come lampi, nel cielo e sullo sfondo. La Chiesa non aveva più né tetto, né pareti, tutto era buio, vi era solamente quella luce che brillava nell’Altare.</p>
<p>     All’improvviso sospeso in aria, vidi Gesù, crocefisso, dalla testa fino alla parte bassa del torace. Il tronco trasversale della croce era sostenuto da grandi e forti mani. Dal centro di quello splendore, si distaccò un piccolo lume come una colomba molto piccola e molto brillante che, fatto velocemente il giro di tutta la chiesa, si posò sulla spalla sinistra del signor Arcivescovo che continuava ad essere Gesù, perché potevo distinguere la Sua capigliatura sciolta, le Sue piaghe luminose, il Suo grandioso corpo, ma non vedevo il Suo Volto.</p>
<p>     In alto, Gesù crocefisso stava con il viso reclinato sulla spalla destra. Si vedevano sul volto e sulle braccia i segni dei colpi e delle ferite. Sul costato destro, all’altezza del petto, vi era una ferita da cui usciva a fiotti verso sinistra del sangue, e verso destra qualcosa che sembrava acqua, però molto brillante; ma erano piuttosto fasci di luce quelli che si dirigevano verso i fedeli, muovendosi a destra e a sinistra. Mi stupiva la quantità di sangue che traboccava dal Calice e pensai che avrebbe impregnato e macchiato tutto l’Altare, ma non ne cadde una sola goccia!</p>
<p>     In quel momento la Vergine disse: <strong>«Te lo ripeto, questo è il miracolo dei Miracoli, per il Signore non esistono né tempo, né distanza e nel momento della Consacrazione, tutta l’assemblea viene trasportata ai piedi del Calvario, nel momento della Crocifissione di Gesù». </strong></p>
<p>     Può qualcuno immaginarselo? I nostri occhi non lo possono vedere, ma tutti siamo là, nello stesso momento nel quale lo stanno crocifiggendo e mentre chiede perdono al Padre, non solamente per quelli che lo uccidono, ma per ognuno dei nostri peccati: <strong>«Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno!» </strong></p>
<p>     A partire da quel giorno, e non mi importa se mi prendono per pazza, io chiedo a tutti di inginocchiarsi, chiedo a tutti di cercare di vivere con il cuore e con tutta la sensibilità di cui sono capaci, quel privilegio che il Signore ci concede.</p>
<p>     Quando stavamo per cominciare a pregare il Padre Nostro, parlò il Signore, per la prima volta durante la celebrazione, e disse<strong>: «Ecco, voglio che tu preghi con la maggiore profondità di cui sei capace e che, in questo momento, ti ricordi della persona o delle persone che ti hanno causato più male nella tua vita, affinché tu li abbracci e li stringa a te e dica loro con tutto il cuore: &#8211; Nel Nome di Gesù io ti perdono e ti auguro la pace. Nel Nome di Gesù, ti chiedo perdono e mi auguro di avere la pace. Se questa persona merita la pace, la riceverà e ne avrà un gran bene; se questa persona non è capace di aprirsi alla pace, quella pace tornerà al tuo cuore. Ma non voglio che tu riceva o dia la pace ad altre persone, fino a quando non sei capace di perdonare e di provare quella pace dapprima nel tuo cuore».</strong></p>
<p><strong>«Fate attenzione a quello che fate»</strong> &#8211; continuò il Signore &#8211; <strong>«Voi ripetete nel Padre Nostro: perdonaci come noi perdoniamo quelli che ci offendono. Se siete capaci di perdonare e non, come dicono alcuni, di dimenticare, state mettendo delle condizioni al perdono di Dio. State dicendo: perdonami soltanto come io sono capace di perdonare, non di più». </strong></p>
<p>     Non so come spiegare il mio dolore, nel comprendere quanto possiamo ferire il Signore e quanto possiamo noi stessi offenderlo con tanti rancori, con i cattivi sentimenti e le cose cattive che nascono dai complessi e dalla suscettibilità. Perdonai, perdonai di cuore e chiesi perdono a tutti quelli che talvolta mi avevano offeso, per sentire la pace del Signore.</p>
<p>     Il celebrante diceva: <strong>«,.. concedici la pace e l’unità&#8230;» </strong>e quindi<strong>: «La pace del Signore sia con tutti voi&#8230;» </strong></p>
<p>     Vidi d’un tratto, fra alcune persone che si abbracciavano (non tutte), venire a porsi in mezzo una luce molto intensa; seppi che era Gesù e mi slanciai allora ad abbracciare la persona che avevo a fianco. Potei sentire davvero in quella luce l’abbraccio del Signore, era Lui che mi abbracciava per darmi la Sua pace, perché in quel momento io ero stata capace di perdonare e di togliere dal mio cuore ogni offesa contro altre persone. Questo è ciò che Gesù vuole, condividere quel momento di gioia in un abbraccio per farci trovare la Sua Pace. Arrivò il momento della comunione dei celebranti, e qui tornai a notare la presenza di tutti i sacerdoti insieme al Monsignore. Mentre egli si comunicava, la Vergine disse:</p>
<p><strong>«Questo è il momento di pregare per il celebrante e per i sacerdoti che lo accompagnano, ripeti con me: Signore, benedicili, santificali, aiutali, purificali, amali, abbine cura, sostieni- li con il tuo amore&#8230; Ricordatevi di tutti i sacerdoti del mondo, pregate per tutte le anime consacrate&#8230;» </strong></p>
<p>     Amati fratelli, questo è il momento in cui dobbiamo pregare perché loro sono la Chiesa , come lo siamo anche noi laici. Molte volte i laici esigono molto dai sacerdoti, però siamo incapaci di pregare per loro, di capire che sono persone umane, di comprendere e apprezzare la solitudine che molto spesso può circondare un sacerdote.</p>
<p>     Dobbiamo capire che i sacerdoti sono persone come noi e che hanno bisogno di comprensione, di assistenza, che hanno bisogno di affetto e di attenzioni da parte nostra, perché stanno dando la loro vita per ognuno di noi, come Gesù, consacrandosi a Lui.</p>
<p><strong><em>    Il Signore vuole che la gente del gregge, che Dio ha affidato loro, preghi e aiuti il proprio Pastore a santificarsi. Un giorno o l’altro, quando saremo dall’altra parte, comprenderemo la meraviglia compiuta dal Signore nel darci dei sacerdoti che ci aiutano a salvare la nostra anima. </em></strong></p>
<p>     La gente cominciò a uscire dai banchi per andare a comunicarsi. Era giunto il grande momento dell’incontro, della <strong><em>«Comunione»;</em></strong> il Signore mi disse: <strong>«Aspetta un momento, voglio che tu osservi qualcosa&#8230;»</strong> spinta da un impulso interiore, diressi lo sguardo verso la persona che stava per ricevere la comunione sulla lingua dalla mano del sacerdote.</p>
<p>     Devo chiarire che questa persona era una delle signore del nostro gruppo che la sera prima non era riuscita a confessarsi, ma che si era confessata questa mattina, prima della Santa Messa. Quando il sacerdote ebbe posto la Sacra Ostia sulla sua lingua, vi fu come un lampo di luce; quella luce, di colore bianco dorato intenso, attraversò questa persona prima dalla spalla e poi circondando la spalla, gli omeri e la testa. Disse il Signore:</p>
<p><strong>«E così che Io Mi compiaccio nell’abbracciare un’anima che viene a ricevermi con il cuore puro!» </strong></p>
<p>     Il tono della voce di Gesù era quello di una persona felice. Io ero stupita nell’ammirare quell’amica che tornava al suo posto circondata di luce, abbracciata dal Signore; ho pensato alle meraviglie che noi tante volte perdiamo, perché andiamo a ricevere Gesù con le nostre piccole o grandi mancanze, mentre dovrebbe essere solo una festa,</p>
<p>     Molte volte diciamo che non vi sono sacerdoti per confessarsi spesso, ma il problema non consiste nel confessarsi spesso, il problema consiste nella nostra facilità a tornare a cadere nel male. D’altronde, così come ci sforziamo di trovare un salone di bellezza o gli uomini un barbiere quando abbiamo una festa, dobbiamo sforzarci anche di andare a cercare il sacerdote quando abbiamo bisogno che vengano tolte da noi tutte quelle cose sporche, e non avere la sfacciataggine di ricevere Gesù in qualsiasi momento con il cuore pieno di cose cattive.</p>
<p>     Quando mi sono diretta a ricevere la comunione, Gesù ripeteva<strong>: «L’ultima Cena fu il momento di maggiore intimità con i Miei. In quell’ora dell’amore, ho istituito quello che agli occhi degli uomini può sembrare la più grande pazzia, farmi prigioniero d’Amore. Ho istituito l’Eucaristia. Ho voluto rimanere con voi fino alla fine dei secoli, perché il Mio Amore non poteva sopportare che rimanessero orfani coloro che amavo più della Mia vita&#8230;» </strong></p>
<p>     Ricevetti quell’Ostia, che aveva un sapore particolare; era una mescolanza di sangue e incenso che mi inondò interamente Provavo tanto amore che le lacrime scorrevano senza poterle trattenere&#8230;</p>
<p>     Quando ritornai al mio posto, mentre mi inginocchiavo Signore disse: <strong>«Ascolta&#8230; »</strong> e in quel momento cominciai a sentire dentro di me le preghiere di una signora che era seduta davanti a me e che si era appena comunicata.</p>
<p style="text-align:justify;">     Quello che diceva senza aprire la bocca, era più o meno questo«<em>Signore, ricordati che siamo alla fine del mese e che non ho i soldi per pagare l’affitto, la rata della macchina, il collegio dei bambini, devi fare qualcosa per aiutarmi&#8230; Per favore, fa’ che mio marito smetta di bere tanto, non posso sopportare più le sue ubriachezze, e mio figlio minore perderà di nuovo l’anno se non l’aiuti, questa settimana ha gli esami.., e non dimenticarti della vicina che deve cambiare casa, che lo faccia una buona volta, perché io non la posso sopportare&#8230; ecc. ecc</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">     In quel momento, il signor Arcivescovo disse: <strong>«<span style="text-decoration:underline;">P</span>reghiamo”</strong>  ovviamente tutta l’assemblea si alzò in piedi per la preghiera finale. Gesù disse con un tono triste: <strong>«Ti sei resa conto? Non mi ha detto neanche una volta che Mi ama, non una sola volta ha dato segni di gratitudine per il dono che Io le ho fatto di far scendere la Mia Divinità fino alla sua povera umanità, per elevarla fino a Me. Non una sola volta ha detto: grazie, Signore. E’ stata una litania di richieste.., e sono così quasi tutti qui che vengono a ricevermi».</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>«Io sono morto per amore e sono risuscitato. Per amore aspetto ognuno di voi e per amore rimango con voi.,, ma non vi rendete conto del fatto che Io ho bisogno del vostro amore. Ricorda che Sono il Mendicante d’Amore in quest’ora sublime per l’anima». </strong></p>
<p>     Vi rendete conto, voi, che Egli, l’Amore, sta chiedendo il nostro amore e che noi non glielo diamo? Ed evitiamo anche di andare a questo incontro con l’Amore degli Amori, con l’amore che Si dà in oblazione permanente.</p>
<p style="text-align:justify;">     Quando il celebrante stava per dare la <strong><em>benedizion</em></strong>e, la Santissima Vergine parlò di nuovo e disse: <strong>«Fai attenzione, osserva bene&#8230; Invece di fare il segno della Croce, voi fate un ghirigoro. Ricorda che questa benedizione può essere l’ultima che ricevi nella tua vita dalla mano di un sacerdote. Tu non sai se uscendo da qui, morirai o no, e non sai se avrai l’opportunità che un altro sacerdote ti dia una benedizione. Quelle mani consacrate ti stanno dando la benedizione nel Nome della Santissima Trinità, pertanto, fai il segno della Croce con rispetto e come se fosse l’ultimo della tua vita». </strong></p>
<p style="text-align:justify;">     Quante cose perdiamo non capendole, e quando non partecipiamo tutti i giorni alla Santa Messa! Perché non fare uno sforzo e cominciare la giornata mezz’ora prima, per correre alla Santa Messa e ricevere tutte le benedizioni che il Signore vuole riversare su di noi?</p>
<p style="text-align:justify;">     Capisco che non tutti, a causa dei loro obblighi, possono farlo ogni giorno, ma almeno due o tre volte per settimana sì; indubbiamente, tanti evitano la Messa della domenica con il debole pretesto di avere uno o due o dieci bambini piccoli e pertanto non possono assistere alla Messa&#8230; Come fanno quando hanno altri impegni importanti? Che vadano con tutti i bambini, oppure facciano i turni: il marito ci va in un’ora e la moglie in un’altra ora, ma che adempiano i propri obblighi verso Dio.</p>
<p>      Abbiamo tempo studiare, per lavorare, per riposare, per divertirci, ma NON ABBIAMO TEMPO PER ANDARE ALLA SANTA MESSA ALMENO LA DOMENICA.</p>
<p>     Gesù mi chiese di rimanere con Lui qualche minuto in più, dopo terminata la Messa. Disse :</p>
<p><strong>«Non andate via di corsa dopo terminata la Messa , rimanete un momento in Mia Compagnia, traetene profitto e lasciate che anche Io possa trarre profitto dalla vostra compagnia&#8230;» </strong></p>
<p>    Da bambina, avevo sentito dire da qualcuno che il Signore rimaneva in noi per 5 o 10 minuti dopo la comunione. In quel momento, glielo domandai:</p>
<p>- Signore, quanto tempo rimani davvero con noi dopo in comunione?</p>
<p style="text-align:justify;">     Immagino che il Signore debba aver riso della mia stupidità, perché rispose così: <strong>«Tutto il tempo che tu vorrai tenermi con te. Se Mi parli durante tutto il giorno, dedicandomi qualche parola durante le tue faccende, Io ti ascolterò. Io Sono sempre con voi, siete voi che vi allontanate da Me. Uscite dalla Messa, e per quel giorno è quanto basta; avete osservato il giorno del Signore, e tutto finisce lì, non pensate che Mi piacerebbe condividere la vostra vita famigliare con voi, almeno in quel giorno». </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>«Voi nelle vostre case avete un luogo per tutto, e una stanza per ogni attività: una camera per dormire, un’altra per cucinare, una per mangiare, ecc. ecc. Quale è il luogo che hanno destinato a Me? Deve essere un luogo nel quale non soltanto tenete una immagine permanentemente impolverata, ma un luogo nel quale almeno per cinque minuti al giorno la famiglia si riunisce ringraziare per la giornata, per il dono della vita, a pregare per le necessità quotidiane, chiedere benedizioni, protezione, stilLi- te&#8230; Tutti hanno un posto nelle vostre case, eccetto Io».</strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>«Gli uomini programmano la loro giornata, la settimana, il semestre, le vacanze, ecc. ecc. Sanno in quale giorno riposeranno, in che giorno andranno al cinema o a una festa, a visitare la nonna o i nipoti, i figli, gli amici, quando andranno a divertirsi. Ma quante famiglie dicono almeno una volta al mese: «Questo il giorno in cui dobbiamo andare a visitare Gesù nei Tabernacolo» e tutta la famiglia viene a fare conversazione con Me, a sedersi di fronte a Me e a parlarmi, a raccontarmi ciò che è accaduto negli ultimi giorni, raccontarmi i problemi, le difficoltà che hanno, chiedermi ciò di cui hanno necessità&#8230; Farmi partecipe delle loro faccende! Quante volte?» </strong></p>
<p><strong>«Io so tutto, leggo anche nel più profondo dei vostri cuori e delle vostre menti, però Mi piace che siate voi a raccontarmi le vostre cose, che Me ne facciate partecipe come con uno della famiglia, come con l’amico più intimo. Quante grazie perde l’uomo perché non Mi dà un posto nella sua vita&#8230;!» </strong></p>
<p>     Quando quel giorno rimasi con Lui, e poi per molti altri giorni ancora, ricevetti degli insegnamenti che oggi voglio condividere con voi, in questa missione che mi è stata affidata. Dice Gesù: <strong>«Volli salvare la Mia creatura, perché il momento di aprirle la porta del Cielo è stato pieno di troppo dolore&#8230;».</strong></p>
<p><strong>«Ricorda che nessuna madre ha nutrito il proprio figlio con la sua carne. Io Sono arrivato a questo eccesso d’Amore per comunicarvi i miei meriti». </strong></p>
<p><strong>« La Santa Messa Sono Io stesso, che prolungo la Mia vita e il Mio sacrificio sulla Croce in mezzo a voi. Senza i meriti della Mia vita e del Mio sangue, che cosa avete voi per presentarvi davanti al Padre? Il nulla, la miseria e il peccato&#8230;» </strong></p>
<p><strong>«Voi dovreste sorpassare in virtù gli Angeli e gli Arcangeli, perché loro non hanno la fortuna di ricevermi come alimento, voi sì. Essi bevono una goccia della fonte, ma voi che avete la grazia di ricevermi, potete bere tutto l’oceano&#8230;» </strong></p>
<p style="text-align:justify;">     Il Signore mi parlò poi, ancora con dolore, di quelle persone che si incontrano con Lui per abitudine. Di quelle che hanno perso il meraviglioso stupore dell’incontro con Lui. Di come la routine fa diventare certe persone così tiepide che non hanno mai niente di nuovo da dire a Gesù quando Lo ricevono. E inoltre, delle non poche anime consacrate che perdono l’entusiasmo di innamorarsi del Signore e fanno della loro vocazione un mestiere, una professione, alla quale non si dedicano più di quanto sia necessario, ma senza sentimento&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">     Quindi il Signore mi parlò dei frutti che ogni comunione deve portare in noi. Accade infatti che ci sia della gente che riceve il Signore ogni giorno, ma non cambia la propria vita. Dedicano molte ore alla preghiera, compiono molte opere, ecc, ecc. ma la loro vita non si trasforma, e una vita che non si trasforma non può dare frutti autentici per il Signore. I meriti clic riceviamo nell’Eucaristia debbono portare frutti di conversione in noi e frutti di carità per i nostri fratelli.</p>
<p>      Noi laici abbiamo un incarico molto importante dentro la nostra Chiesa, non abbiamo nessun diritto di tacere davanti all’invito che ci fa il Signore, come lo fa ad ogni battezzato, di andare ad annunciare la Buona Novella. Non abbiamo alcun diritto di ricevere tutte queste conoscenze e non darle agli altri, e così permettere che i nostri fratelli muoiano di fame, mentre noi abbiamo tanto pane nelle nostre mani.</p>
<p>     Non possiamo stare a vedere la nostra Chiesa andare lentamente in rovina, perché siamo comodi nelle nostre Parrocchie, nelle nostre case, ricevendo e continuando a ricevere tanto dal Signore: la Sua Parola , le omelie del sacerdote, i pellegrinaggi, la Misericordia di Dio nel Sacramento della confessione, l’unione meravigliosa attraverso il cibo Eucaristico, le conferenze del tale o del tal altro predicatore.</p>
<p>     In altre parole, stiamo ricevendo tanto e non abbiamo il coraggio di uscire dalle nostre comodità, di andare in un carcere, in una casa di correzione, di parlare con chi è più bisognoso, di dirgli che non si dia per vinto, che è nato cattolico e che la sua Chiesa ha bisogno di lui, anche lì dove è, sofferente, ché questo suo dolore servirà per redimere altri, perché questo sacrificio gli farà guadagnare la vita eterna.</p>
<p>     Non siamo capaci di andare negli ospedali dove ci sono i malati terminali e, recitando la coroncina alla Divina Misericordia, aiutarli con la nostra preghiera in quei momenti di lotta tra il bene e il male, per liberarli dalle insidie e dalle tentazioni del demonio. Ogni moribondo ha paura, e anche soltanto tenendo loro la mano, parlando loro dell’amore di Dio e della meraviglia che li aspetta nel Cielo con Gesù e Maria e insieme ai propri cari che sono già partiti, reca loro conforto.</p>
<p style="text-align:justify;">      L’ora che stiamo vivendo, non ammette che accettiamo l’indifferenza. Dobbiamo essere la mano d’aiuto per i nostri sacerdoti, andare dove loro non possono arrivare. Ma per fare questo, per averne il coraggio, dobbiamo ricevere Gesù, vivere con Gesù, alimentarci di Gesù. Abbiamo paura di impegnarci un po’ di più e quando il Signore dice<strong>: «Cerca prima il Regno di Dio e il resto ti sarà dato in aggiunta»,</strong> è ricevere tutto. E cercare il Regno di Dio utilizzando tutti i mezzi e&#8230; aprire le mani per ricevere TUTTO in aggiunta; perché Egli è il Padrone che paga meglio, l’unico che è attento anche alle tue più piccole necessità!</p>
<p>     Fratello, sorella, grazie per avermi permesso di portare a termine la missione che mi è stata affidata.</p>
<p style="text-align:justify;">     La prossima volta che assisterai alla Santa Messa, vivila. So che il Signore compirà anche in te la promessa che «la tua Messa non sarà mai più quella di prima» e quando lo ricevi&#8230; Amalo&#8230;! Sperimenta la dolcezza di riposare tra le piaghe del Suo costato aperto per te, per lasciarti la Sua Chiesa e Sua Madre, per aprirti le porte della Casa del Padre Suo, e perché tu sia capace di verificare il Suo Amore Misericordioso attraverso questa testimonianza e di cercare di corrispondervi con il tuo piccolo amore.</p>
<p>Che Dio ti benedica in questa Pasqua di Resurrezione.</p>
<p>Tua sorella in Gesù Cristo Vivo,</p>
<p>Catalina</p>
<p>Missionaria laica del Cuore Eucaristico di Gesù</p>
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	</item>
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		<title>Il Papa, segno di contraddizione e pietra di scandalo per il mondo di oggi.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 12:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Alberto ABREU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Pietra di scandalo]]></category>
		<category><![CDATA[Pietra Scartata]]></category>
		<category><![CDATA[Santo Padre]]></category>
		<category><![CDATA[Segno di Contraddizione]]></category>
		<category><![CDATA[Vangelo]]></category>

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		<description><![CDATA[11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.
Mt. 5,11-12
34 Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sottoilmantodellamamma.wordpress.com&blog=6406008&post=396&subd=sottoilmantodellamamma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;"><sup>11</sup> Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.<br />
<sup>12</sup> <strong>Rallegratevi ed esultate</strong>, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.<br />
<span style="font-size:8pt;">Mt. 5,11-12</span></p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;"><sup>34</sup> Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, <strong>segno di contraddizione</strong><br />
<sup>35</sup> perché siano svelati i pensieri di molti cuori.<br />
<span style="font-size:8pt;">Lc. 2, 34-35</span></p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;"><sup>7</sup> Onore dunque a voi che credete; <strong>ma per gli increduli</strong> la pietra che i costruttori hanno scartato è divenuta la pietra angolare,<br />
<sup>8</sup> <strong>sasso d’inciampo e pietra di scandalo</strong>.<br />
<span style="font-size:8pt;">1Pt. 2, 7-8</span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-397" title="PapaAfrica" src="http://sottoilmantodellamamma.files.wordpress.com/2009/07/papaafrica.jpg?w=448&#038;h=397" alt="PapaAfrica" width="448" height="397" /></p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">Il viaggio apostolico di Benedetto XVI in Africa, una missione voluta per portare un messaggio spirituale di pace, giustizia e riconciliazione al Continente è stato segno di contraddizione con le sue dichiarazioni ai giornalisti contro il preservativo a proposito del tema dell’AIDS, che sta devastando l’africa in questo secolo.<span id="more-396"></span></p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">I media hanno strumentalizzato le parole del Papa sull’AIDS e le hanno offerte in pasto a quanti sulla base dei loro resoconti hanno decretato contro di lui un ostracismo che esula dagli stessi canoni laici.</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">Il Papa ha ricordato che la Chiesa cattolica è da sempre presente in Africa con molte opere di carità ed in particolare di prevenzione ed assistenza ai malati di AIDS. Non basta arginare questa tragedia solo con i soldi, tragedia che non può essere superata solo con la distribuzione e l’incentivo all’uso dei preservativi, anzi le statistiche dimostrano che ne aumentano il problema. Serve invece, ha proseguito, un comportamento umano, morale e corretto e una grande attenzione verso i malati: “<em>soffrire con i sofferenti</em>”.</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">Il Papa ribadisce quindi, tre linee d’azione nella lotta contro l’AIDS, in un primo luogo “l’educazione alla responsabilità delle persone nell’uso della sessualità” e il “riaffermare il ruolo essenziale del matrimonio e della famiglia”. In secondo luogo la ricerca e l’applicazione delle cure efficaci contro l’AIDS, mettendole a disposizione del più ampio numero di malati attraverso iniziative ed istituzioni sanitarie. Infine l’assistenza umana dei malati di AIDS, come di tutti i sofferenti, che da sempre sono nel cuore della Chiesa.</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">Prima la Francia, poi la Germania e la Ue, si sono schierati contro il Papa, contro le sue opinioni a proposito dell’inutilità dell’uso del preservativo per combattere l’AIDS in Africa.</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">Durissime le reazioni che sono arrivate dalla Francia, dove il portavoce del ministro degli Esteri Eric Chevallier ha definito le parole papali «<em>una minaccia per le politiche che regolano la sanità pubblica</em>»; mentre il ministro della Sanità belga, Laurette Onkelinx, ha ritenuto che esse «<em>potrebbero distruggere anni di prevenzione e informazione e mettere in pericolo molte vite umane»</em>. Reazioni durissime anche in Germania: perfino il vescovo ausiliario di Amburgo ha criticato il Papa, mentre il ministro della Sanità Ulla Schmidt, e quello della cooperazione hanno firmato un comunicato nel quale si afferma che «<em>i preservativi salvano la vita, tanto in Europa quanto in altri continenti</em>». Il governo spagnolo ha deciso di inviare in Africa un milione di condom per combattere l’AIDS e la Ue non ha nascosto le sue perplessità: uno dei portavoce ha dichiarato che la Commissione «<em>sostiene da sempre l’uso dei preservativi. La loro funzione, come uno degli elementi contro la diffusione dell’HIV, è nota</em>». Il New York Times, nell’editoriale, giudica «<em>irresponsabile accusare i preservativi di peggiorare l’epidemia</em>», quando le autorità sanitarie internazionali li considerano invece «<em>una componente fondamentale di ogni programma di prevenzione». </em></p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">Il Papa è stato bersagliato, addirittura condannato in Belgio dove si è votata in Parlamento una mozione in cui si giudicano “inaccettabili” le dichiarazioni sull’uso del preservativo fatte da Benedetto XVI .</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">A guardar bene, pare quasi che in questa compatta alzata di scudi dei governanti di mezza Europa sia sotteso un disegno preciso. <strong>Un disegno volto a screditare il Papa</strong>, alterando volontariamente il contenuto delle sue parole e delle sue azioni.</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">Tutto il mondo politico occidentale con attacchi pretestuosi, discutibili e insolenti, bersaglia il Papa. Proprio coloro che credono di avere voce suprema per il bene della umanità, ma che sappiamo bene essere i primi fornitori di armi, i primi nello sfruttamento dei Paesi in via di sviluppo, disinteressati, anzi spesso volutamente di ostacolo al progresso dei paesi più poveri, come in Africa e nel resto del mondo sottosviluppato, nascondendo verità a loro scomode.</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">Studi e relazioni in Uganda infatti hanno confermato le parole del Papa, in favore di una politica di educazione sulla sessualità, il famoso metodo A. B. C. (Astinenza, Fedeltà, Condom), a fronte del quale si è vista negli anni una drastica diminuzione dei nuovi casi di contagio, mentre gli stessi fatti smentiscono i portavoce delle grandi Nazioni, mostrando il fallimento della politica del solo uso del preservativo, infatti in 20 anni si contano ancora più di 30 milioni di persone malate di AIDS in tutto il mondo, certo un minor utilizzo di preservativi vorrebbe dire anche minor introiti per coloro che li producono, e questo dovrebbe indurre una qualche riflessione. Infine, nonostante qualcuno potrebbe dissentire, sembra che la stessa natura si ribelli a ciò che è difforme dalle sue regole, è ben noto infatti che in molti casi anche l’omosessualità è veicolo di trasmissione dell’AIDS soprattutto in occidente, ne è infatti prova la morte di alcuni cantanti e attori di fama internazionale notoriamente omosessuali.</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">“Anche gli scienziati sono con il Papa”, Questa conclusione è contenuta in un studio pubblicato dalla nota rivista scientifica britannica “The Lancet nel 2000”. È una delle conferme scientifiche di quanto affermato da Papa Benedetto XVI. A sostenere la correttezza scientifica della posizione del Papa non è dunque soltanto Edvard le cui posizioni sono state riportate su Avvenire del 21 marzo. Sfogliando le riviste scientifiche e mediche di questi vent’anni di lotta all’AIDS troviamo numerose conferme alla fallibilità dei profilattici.</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">I vescovi del Camerun definiscono ‘‘molto grave’’ l’atteggiamento di alcuni mass media, sostengono che (i mass media) “<em>hanno trascurato gli aspetti essenziali</em>” del messaggio del Papa in Africa su <strong>povertà, riconciliazione, giustizia e pace</strong>:. In particolare, i presuli denunciano che la polemica sui preservativi ha oscurato il dramma di tanti africani che muoiono a causa di malattie, povertà e guerre fratricide. Ne lamenta l’episcopato del Camerun, “non si sono ricordati gli sforzi straordinari della Chiesa africana per debellare l’AIDS. Un impegno che si concretizza nelle tante strutture cattoliche che accolgono e danno assistenza morale, medica e spirituale ai malati di AIDS.</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">Se i media occidentali non hanno capito la portata del viaggio di Benedetto XVI in Africa, lo hanno invece compreso bene i camerunensi che, hanno accolto il Papa con gioia ed entusiasmo. I fedeli africani sanno che il Santo Padre ‘‘mette l’uomo al centro delle sue preoccupazioni e richiama l’insegnamento di Cristo’’. I vescovi ribadiscono, infine, che la Chiesa permette ad ognuno di valorizzare la propria dignità di figlio adottivo di Dio.</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">Ricordano che anche nella cura dei malati di AIDS, la Chiesa cattolica porta uno sguardo nuovo sull’uomo e sul mondo.</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">Il messaggio del Papa ha portato una speranza, un input di amore del Redentore del mondo, con il Signore Gesù possiamo uscire dalla miseria e guardare in alto, dando dignità ad ogni essere umano che è creato ad immagine di Dio.</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">Anche Giovanni Paolo II è stato molto contestato e non accettato, soprattutto all’inizio del suo pontificato ha dovuto fare molta strada a favore della umanità. I Papi come rappresentati della Chiesa Cattolica hanno confermato e non hanno mai taciuto la verità. Verità che va contro il pensiero moderno intriso di ideali materialisti, apparentemente differenti nella forma, ma identici nell’essenza, come il comunismo-marxista o il capitalismo liberale, ideali che degradano l’uomo nel suo aspetto più profondo, quello spirituale, riducendolo ad un semplice oggetto da sfruttare. Questo accade in molti paesi pseudo democratici occidentali, infatti proprio gli Stati Uniti d’America, che sono l’icona illusoria del benessere moderno, nascondono invece nel quotidiano lo sfruttamento dei più indifesi. Persone alle quali spesso vengono negati diritti di base, come la sanità e la giustizia, infatti gli U.S.A. sono uno dei paesi in cui la pena di morte viene maggiormente esercitata.</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">La proclamazione della enciclica de <em>Humanae Vitae</em>, di Paolo VI. (Una profezia scientifica) è stata contestata in maniera forte, credendo di soffocare la verità proclamata dalla chiesa che ha il compito di affermare la fede in ogni tempo.</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">Nessuna voce autorevole religiosa di confessione cristiana, protestante o ortodossa e neppure di altre religione ebraica o musulmana, ha mai speso parole in favore della verità denunciando i crimini perpetuati su tanti bambini non nati, che si calcola essere all’anno più di un milione solo in Europa come rivela il rapporto “The Evolution of the Family in Europe 2008” redatto dall’Istituto per le politiche familiari, ente indipendente con base in Norvegia, oppure sulla manipolazione degli embrioni per uso scientifico. Solo la voce del Papa si fa eco mediante tutta la chiesa cattolica per l’umanità. Verità che non scende e non può scendere a compromessi col pensiero moderno, ricco di ideali menzogneri in nome di una pseudo-libertà, che rende l’uomo schiavo delle proprie pulsioni e dei propri vizi, rendendolo sempre più simile ad una bestia, ne sono infatti prova tante azioni terribili lontane persino dall’agire degli animali. Zapatero vuole il silenzio della chiesa sull’aborto, come tutte le Nazioni in linea con il pensiero egoico moderno, alle quali non sta bene la verità annunciata dalla chiesa. Infatti se le persone prendessero coscienza di questa verità, non sarebbero più manovrabili attraverso le loro pulsioni al solo scopo di sfruttarle economicamente.</p>
<p style="font-size:10pt;font-family:Arial;text-align:justify;">Proprio così, il Papa oggi è questo segno di <strong>contraddizione</strong> è <strong>pietra di scandalo</strong>, perché la verità di Cristo è proclamata a costo di qualsiasi compromesso, nessuna autorità politica può sopraffare questo evento, la famiglia, i giovani, l’uomo intero ha bisogno di coerenza, che solo nella verità proclamata può trovare sicurezza. È la verità del vangelo “hanno perseguitato me perseguiteranno voi” (Gv 15,20 ). Ma noi cattolici veri siamo con Pietro, e noi ci gloriamo di esserlo, ci rallegriamo ed esultiamo di appartenere alla chiesa di Gesù Cristo che ancora nel 2000 viene perseguitata e bersagliata per causa della verità per la libertà in Gesù Cristo.</p>
<p style="font-size:8pt;font-family:Arial;text-align:right;">
<em>d. Alberto Abreu</em></p>
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			<media:title type="html">PapaAfrica</media:title>
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		<title>La &#8220;Pietra Scartata.it&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 08:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Alberto ABREU</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Per diversi motivi, in particolare per la mole dei contributi che vorremmo pubblicare, abbiamo sentito la necessità di trasformare il presente blog in un sito per tanto stiamo trasferendo il tutto al seguendo indirizzo www.pietrascartata.it.   L’urgenza di questo sito, “Pietra Scartata”, come è stato anche per  il blog “Sotto il manto della mamma”, nasce dal [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sottoilmantodellamamma.wordpress.com&blog=6406008&post=393&subd=sottoilmantodellamamma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-394" title="pietrascartata" src="http://sottoilmantodellamamma.files.wordpress.com/2009/05/pietrascartata.jpg?w=500&#038;h=371" alt="pietrascartata" width="500" height="371" /></p>
<p style="text-align:justify;">Per diversi motivi, in particolare per la mole dei contributi che vorremmo pubblicare, abbiamo sentito la necessità di trasformare il presente blog in un sito per tanto stiamo trasferendo il tutto al seguendo indirizzo <a href="http://www.pietrascartata.it">www.pietrascartata.it</a>.   L’urgenza di questo sito, “Pietra Scartata”, come è stato anche per  il blog “Sotto il manto della mamma”, nasce dal voler portare un Segno di contraddizione, quel segno portato dal  Vangelo annunziato alle genti attraverso la potenza dello Spirito Santo  che ci porta a conoscenza della completa verità. E’ quest’annuncio di  verità che il mondo non accetta, poiché “la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.(Gv 3, 19-21)”. Come Gesù non  fu accettato nel suo tempo e come predisse Simeone, egli è qui infatti come segno di contraddizione perché siano  svelati i pensieri di molti cuori (Lc. 2,34b-35). Più che mai oggi il cristianesimo viene bersagliato, e la Chiesa cattolica come punto centrale, viene desacralizzata dalla indifferenza  e dall’ateismo laico. La chiesa viva deve  essere questa pietra scartata, come segno di contraddizione e verità per l’uomo oggi, perseguitata nella sua religiosità, soprattutto nel suo intervento per la difesa vera del genere umano, -La Chiesa non deve e non può scendere a compromessi politici anzi deve ripetere e vivere quello che Gesù disse ai suoi apostoli “ Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo che il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi;   se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato”. (Gv. 15,18-21)<br />
                                                                                                                                                 </p>
<p style="text-align:justify;">Don. Alberto Abreu</p>
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			<media:title type="html">don Alberto ABREU</media:title>
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			<media:title type="html">pietrascartata</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>24 maggio 2009 – Ascensione del Signore. ciclo liturgico: anno B</title>
		<link>http://sottoilmantodellamamma.wordpress.com/2009/05/23/24-maggio-2009-%e2%80%93-ascensione-del-signore-ciclo-liturgico-anno-b/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 18:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Alberto ABREU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Liturgia della Parola]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[Domenica dell'Ascensione]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Vangelo]]></category>

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		<description><![CDATA[Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.

Marco 16,15-20   (At 1,1-11  -  Salmo 46  -  Ef 4,1-13)
Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo Figlio asceso al cielo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sottoilmantodellamamma.wordpress.com&blog=6406008&post=390&subd=sottoilmantodellamamma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><strong>Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.<br />
Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-391" title="ascenzione" src="http://sottoilmantodellamamma.files.wordpress.com/2009/05/ascenzione.jpg?w=500&#038;h=528" alt="ascenzione" width="500" height="528" /></p>
<p>Marco 16,15-20   (At 1,1-11  -  Salmo 46  -  Ef 4,1-13)</p>
<p>Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria.<br />
15 In quel tempo, [ Gesù apparve agli Undici ] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.<br />
16 Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.<br />
17 Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove,<br />
18 prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».<br />
19 Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.<br />
20 Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.</p>
<p style="text-align:justify;">Riflessione:<span id="more-390"></span><br />
San Luca ci ha lasciato due racconti dell’Ascensione, che presentano lo stesso avvenimento in una luce diversa: nel vangelo il racconto costituisce quasi una dossologia: il finale glorioso della vita pubblica di Gesù; negli Atti l’Ascensione è vista come il punto di partenza dell’espansione missionaria della Chiesa (questa è pure la prospettiva degli altri due sinottici: Mt 28 e Mc 16).</p>
<p style="text-align:justify;">L’insieme delle letture invita ad andare al di là dell’avvenimento dell’Ascensione descritto in termini spazio-temporali: la «elevazione» al cielo del Signore risorto, i «quaranta giorni» dopo la Pasqua, sono solo un modo per indicare la conclusione di una fase della storia della salvezza e l’inizio di un’altra.</p>
<p style="text-align:justify;">Gesù è presente in mezzo ai suoi principalmente in forma mentale ed ecclesiale; da questa presenza del Signore scaturisce la responsabilità e la missione della evangelizzazione.<br />
Tutto ciò si realizza ed è per così dire «ritualizzato» nella celebrazione eucaristica. L’assemblea che si riunisce per l’azione liturgica è già una testimonianza e un annuncio del Signore Gesù; egli è presente con la Parola e l’Eucaristia, realizzando la promessa: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo».<br />
Nella liturgia della Parola si adempie il comando di Gesù: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura». La parola proclamata suscita, nel «Credo», la risposta di fede nel mistero di Cristo. E colui che presiede proclama a nome dell’assemblea la speranza comune di essere un giorno, per sempre, uniti nella gloria al Signore Gesù, vincitore del peccato e della morte (cfr prefazio).<br />
La sua presenza in noi è pegno che parteciperemo come con lui e con lui alla vita presso il Padre; anzi, la realtà sacramentale già ce lo fa pregustare oggi. Una assemblea liturgica che celebra con sincera adesione questi aspetti del mistero, diventa testimonianza viva dell’azione di Cristo nella sua Chiesa e dell’umanità nuova da lui inaugurata con la sua «ascensione» presso il Padre.   </p>
<p style="text-align:center;">
Un grande prodigio viene compiuto oggi sul monte degli Ulivi:<br />
Chi è capace di esprimerlo?&#8230;<br />
Il nostro Maestro era disceso alla ricerca di Adamo,<br />
e, dopo aver  ritrovato colui che era perduto,<br />
se l&#8217;é messo in spalla,<br />
e con gloria l&#8217;ha introdotto in cielo con lui (cfr Lc 15,4s).<br />
È venuto e ci ha mostrato che era Dio;<br />
ha rivestito un corpo e ha mostrato che era uomo;<br />
è disceso negli inferi e ha mostrato che era morto;<br />
è salito ed è stato esaltato e ha mostrato che era grande.<br />
Benedetta sia la sua esaltazione!</p>
<p style="text-align:center;">Nel giorno della sua nascita, Maria si rallegra,<br />
nel giorno della sua morte, la terra trema,<br />
nel giorno della sua risurrezione, l&#8217;inferno si affligge,<br />
nel giorno della sua ascensione, il cielo esulta.<br />
Benedetto sia la sua Ascensione!</p>
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			<media:title type="html">ascenzione</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>17 maggio 2009 – 6ª Domenica di Pasqua. ciclo liturgico: anno B</title>
		<link>http://sottoilmantodellamamma.wordpress.com/2009/05/16/17-maggio-2009-%e2%80%93-6%c2%aa-domenica-di-pasqua-ciclo-liturgico-anno-b/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 08:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Alberto ABREU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiana]]></category>
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		<description><![CDATA[Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.

Giovanni 15,9-17 (At 10,25-25.34-35 &#8211; Salmo 97 &#8211; 1 Gv 4,7-10)
9 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me,    anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
10 Se [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sottoilmantodellamamma.wordpress.com&blog=6406008&post=386&subd=sottoilmantodellamamma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><strong>Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,<br />
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-332" title="pasqua-san-nicola" src="http://sottoilmantodellamamma.files.wordpress.com/2009/04/pasqua-san-nicola.jpg?w=300&#038;h=216" alt="pasqua-san-nicola" width="300" height="216" /></p>
<p>Giovanni 15,9-17 (At 10,25-25.34-35 &#8211; Salmo 97 &#8211; 1 Gv 4,7-10)</p>
<p>9 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me,    anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.<br />
10 Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.<br />
11 Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.<br />
12 Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.<br />
13 Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.<br />
14 Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.<br />
15 Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.<br />
16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.<br />
17 Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».</p>
<p>Riflessione:</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-386"></span>Amore è una parola usata e abusata che corre il rischio di diventare equivoca, di dire tutto e il contrario di tutto. E’ quindi meglio insistere sui suoi contenuti concreti, come fa Giovanni parlando dell’amore di Dio (Seconda lettura: 1Gv 4,7-10) e dell’amore di Cristo (Vangelo: Gv 15,9-17). Giovanni ha scoperto il vero volto di Dio nell’impegno di Cristo per l’uomo. Il mondo di oggi può scoprire chi è Dio ed entrare in comunione con lui solo attraverso la testimonianza di amore e di dedizione dei credenti.<br />
Una esemplificazione concreta dell’amore è proposta dalla Prima Lettura (At 10,25-26.34-35.44-48): il superamento di ogni forma di divisione e discriminazione. L’effusione dello Spirito su Cornelio e la sua famiglia fa comprendere a Pietro e alla prima comunità cristiana che la Chiesa non deve essere limitata al solo popolo ebraico, ma deve essere aperta a tutti i popoli, perché Dio ama tutti: «Pietro allora prese la parola e disse: “In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga». La salvezza non è privilegio di nessuno, perché l’amore di Dio è universale e quindi anche l’amore dell’uomo dev’essere universale. La risposta dell’uomo a Dio e ai suoi simili deve modellarsi sul comportamento di Dio e di Cristo e non può essere che una risposta di amore.</p>
<p style="text-align:justify;">Chi prende l&#8217;iniziativa di chiamare gli uomini a far parte del popolo dei battezzati è sempre Dio; la sua iniziativa si chiama amore (cfr seconda lettura) e vuoi raggiungere tutti gli uomini. Questa è la consegna che anche Gesù ha lasciato ai suoi discepoli (cfr vangelo). E in questa linea deve svolgersi l&#8217;opera della Chiesa.<br />
Il senso della libertà religiosa è stata un&#8217;acquisizione importante del Concilio Vaticano II. In vari documenti viene affermato il rispetto della credenza religiosa (e dello stesso ateismo) di ogni persona, l&#8217;esecrazione di «qualsiasi discriminazione&#8230; per motivi di religione» e il significato positiva delle diverse religioni del mondo come imperfetta rivelazione del Dio vero destinate dunque ad una pienezza, ma già effettivo bene spirituale, morale, socio-culturale di un popolo. Non sono per questo cessate intolleranze, diffidenze e incomprensioni a livello pratico e quotidiano&#8230;<br />
La distinzione non passa più nel campo del sacro (o del culto), ma in quello dell&#8217;amore fraterno e dell&#8217;impegno per la liberazione dell&#8217;uomo. Il servizio degli altri può veramente costituire un linguaggio «religioso» di base che accentua ciò che è comune tra chiunque accoglie Cristo nei piccoli e nei poveri, anche senza riconoscerne il volto. È proprio della libertà dello Spirito suscitare nei non cristiani le «meraviglie di Dio».</p>
<p style="text-align:justify;">La preoccupazione di Giovanni per la giovane Chiesa a cui rivolgeva la sua lettera era quella che la carità regnasse tra i vari membri perché fosse conosciuto da tutti l&#8217;amore di Dio manifestato nell&#8217;invio del Figlio. Questa rimane, in ogni tempo, la condizione per la espansione della Chiesa: gli uomini saranno attirati ad essa dal segno nell&#8217;amore fraterno. Le nostre comunità, le nostre assemblee devono dunque essere aperte a tutti: i non cristiani, i poco convinti, gli indifferenti, chi è in situazione di ricerca&#8230;<br />
Da una parte, l&#8217;appartenenza visibile dei cristiani alla Chiesa mediante il battesimo, la loro esplicita professione di fede nel Signore Gesù che raggiunge il suo vertice nella celebrazione eucaristica, devono mostrare a tutti l&#8217;oggetto della loro ricerca e il termine della loro avventura spirituale. D&#8217;altra parte i credenti, gli «impegnati» debbono rinnovare continuamente la loro disponibilità a vincere la tentazione di non dialogare con chi è fuori dell&#8217;area cristiana, a ricordare che «chi teme Dio e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto» (prima lettura). Chiunque incontra assemblee cristiane dovrebbe sentirsi accolto come in casa propria, in una famiglia a cui già virtualmente appartiene, fino a che giunga alla piena conoscenza del Dio di Gesù Cristo. Solo così acquisteranno concretezza e credibilità le invocazioni al Paraclito «perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito»</p>
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	</item>
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		<title>10 Maggio 2009 &#8211; 5ª Domenica di Pasqua. ciclo liturgico: anno B</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 08:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Alberto ABREU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiana]]></category>
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		<description><![CDATA[Rimanete in me e io in voi, dice il Signore;
chi rimane in me porta molto frutto.































 
Giovanni 15, 1-8 (At 9,26-31 &#8211; Salmo 21 &#8211; 1 Gv 3,18-24)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: &#60;&#60;Io sono la vite vera e il Padre mio è l&#8217;agricoltore.
Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sottoilmantodellamamma.wordpress.com&blog=6406008&post=383&subd=sottoilmantodellamamma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><strong>Rimanete in me e io in voi, dice il Signore;</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>chi rimane in me porta molto frutto.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong></strong></p>
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<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-332" title="pasqua-san-nicola" src="http://sottoilmantodellamamma.files.wordpress.com/2009/04/pasqua-san-nicola.jpg?w=300&#038;h=216" alt="pasqua-san-nicola" width="300" height="216" /></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Giovanni 15, 1-8 (At 9,26-31 &#8211; Salmo 21 &#8211; 1 Gv 3,18-24)</p>
<p style="text-align:justify;">In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: &lt;&lt;Io sono la vite vera e il Padre mio è l&#8217;agricoltore.</p>
<p style="text-align:justify;">Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perchè porti più frutto.</p>
<p style="text-align:justify;">Voi siete puri, a causa della parola che vi ho annunciato.</p>
<p style="text-align:justify;">Rimanete in me e io in voi. come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me.</p>
<p style="text-align:justify;">Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perchè senza di me non potete fare nulla.</p>
<p style="text-align:justify;">Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.</p>
<p style="text-align:justify;">Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto.</p>
<p style="text-align:justify;">In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli&gt;&gt;.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-383"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Riflessione:</p>
<p style="text-align:justify;">Il tema della liturgia di oggi è il nostro rapporto con Cristo. Gesù, presentandosi come vera vite, si pone come centro significativo della nostra vita cristiana e come condizione essenziale per portare frutto. Ma occorre rimanere in lui (Vangelo: Gv 15, 1-8). Ciò avviene mediante l&#8217;osservanza dei suoi comandamenti, in particolare di quelli riguardanti la fede e l&#8217;amore fraterno (Seconda lettura: 1Gv 3,18-24). Un esempio di vitale rapporto con il Cristo ci è dato dall&#8217;entusiasmo con cui Paolo testimonia la sua fede (Prima lettura: At 9, 26-31). Egli annuncia con coraggio il nome del Signore nonostante l&#8217;incertezza della comunità cristiana nei suoi confronti e l&#8217;ostilità dei giudei che cercano subito di ucciderlo.</p>
<p style="text-align:justify;">La preoccupazione del Signore per l&#8217;avvenire del suo corpo che è la Chiesa da lui fondata, è quella di resistere innestati in lui: condizione essenziale per portare frutto.</p>
<p style="text-align:justify;">Il cristiano oggi più che mai è chiamato a &lt;&lt;portare &#8220;molto frutto&#8221;: nella giustizia sociale, perchè essa non sia solo lotta per la conquista di un potere, ma potere di rispetto e di amore per ogni creatura, dal bimbo che fiorisce nel grembo della madre, al vecchio che avvizzisce nella carne, all&#8217;ombra di un cronicario e nella solitudine; nella promozione umana, dove l&#8217;uomo non è solo, il protagonista di una storia senza significato che si ripete all&#8217;infinito, ma il figlio e il fratello che nella storia trova la sua strada che conduce al cuore del Padre; nella comunione personale e comunitaria con la persona di Gesù che, se vive nella comunità dei credenti, tuttavia la trascende nella sua pienezza di amore personale. In questo vivere dinamicamente la fede, non solo è glorificato il Padre, ma quella gloria si riversa sul volto dell&#8217;uomo dove i tratti della fatica e del dolore non assumono più i segni di una condanna, ma diventano il preludio della vita&gt;&gt;</p>
<p style="text-align:center;"><strong></strong></p>
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  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sottoilmantodellamamma.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sottoilmantodellamamma.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sottoilmantodellamamma.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sottoilmantodellamamma.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sottoilmantodellamamma.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sottoilmantodellamamma.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sottoilmantodellamamma.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sottoilmantodellamamma.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sottoilmantodellamamma.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sottoilmantodellamamma.wordpress.com/383/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sottoilmantodellamamma.wordpress.com&blog=6406008&post=383&subd=sottoilmantodellamamma&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">don Alberto ABREU</media:title>
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			<media:title type="html">pasqua-san-nicola</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>3 maggio 2009 – 4ª Domenica di Pasqua. ciclo liturgico: anno B</title>
		<link>http://sottoilmantodellamamma.wordpress.com/2009/05/02/3-maggio-2009-%e2%80%93-4%c2%aa-domenica-di-pasqua-ciclo-liturgico-anno-b/</link>
		<comments>http://sottoilmantodellamamma.wordpress.com/2009/05/02/3-maggio-2009-%e2%80%93-4%c2%aa-domenica-di-pasqua-ciclo-liturgico-anno-b/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 02 May 2009 14:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Alberto ABREU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Liturgia della Parola]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
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		<category><![CDATA[Vangelo]]></category>

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		<description><![CDATA[Io sono il buon pastore, dice il Signore;
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Giovanni 10,11-18 (At 4,8-12  -  Salmo 117  -  1 Gv 3,1-2)
11In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. 
12Il mercenario – che non è pastore e al quale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sottoilmantodellamamma.wordpress.com&blog=6406008&post=377&subd=sottoilmantodellamamma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">Io sono il buon pastore, dice il Signore;</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">Giovanni 10,11-18<span style="white-space:pre;"> </span>(At 4,8-12  -  Salmo 117  -  1 Gv 3,1-2)</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">11In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">12Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">13perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">14Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">15così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">16E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">17Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">18Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">Riflessione:<span style="white-space:pre;"> </span></div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">Il dinamismo della potenza divina e liberatrice del  Risorto, in forza del «nome di Gesù  Cristo», continua ad agire attraverso coloro che egli ha costituito pastori della sua Chiesa perché, nel suo nome, conducano gli uomini alla salvezza. È in questa prospettiva che Pietro afferma la necessità dell’unico gregge sotto un solo pastore: «In nessun altro c&#8217;è salvezza» (prima lettura).</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">La forza operatrice di unità che viene da Cristo è presentata nel vangelo di Giovanni sotto l&#8217;allegoria del buon pastore che da la vita per le pecore. Di ciò profeterà Caifa decidendo la morte di Gesù e l&#8217;evangelista commenterà: «&#8230; come sommo sacerdote, fece una profezia: disse che Gesù sarebbe morto per la nazione, e non soltanto per la nazione, ma anche per unire i figli di Dio dispersi» (cfr Gv 11,49-52). È dunque Gesù stesso a far conoscere la relazione vitale che intercorre tra il pastore e le pecore e ad indicare alla Chiesa il cammino da percorrere per il conseguimento dell&#8217;unità.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">Il buon pastore conosce le sue pecore ed esse conoscono lui, «come il Padre conosce me e io conosco il Padre» (vangelo). È una conoscenza profonda, reciproca, interpersonale che riflette la più intima unione possibile, quella esistente tra le persone del Padre, del Figlio e dello Spirito in seno alla vita trinitaria. Questa è la sorgente che attirerà al vero ovile di Cristo le pecore che ancora non vi appartengono e le renderà attente e capaci di riconoscere la sua voce, la voce di colui che dona la propria vita per la salvezza di tutti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">Se sei un mercenario non t’importa delle pecore e non ti importa perché non le conosci. Non le conosci “per esperienza”, non le conosci per amore: esse non sono tue. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">E da che cosa si vede se sono tue? Che dai la vita per loro. Gesù dà la vita per noi. È lui che ce la dà, tiene a precisare, nessuno gliela toglie. Lui, solo lui, ha il potere di offrire la sua vita e di riprenderla di nuovo. In questo sta la sua autorevolezza, nel potere dell’impotenza, a cui Dio nella morte si è volontariamente esposto. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">Gli uomini possono seguire Gesù solo in forza di questa sua autorevolezza. Per essa ne conoscono la voce, subiscono il fascino della sua Presenza, si dispongono alla sequela. Solo nel vivere questa appartenenza il cristiano diventa a sua volta autorevole, cioè capace di incontrare l’altro, di amarlo e di dar la sua vita per lui. L’appartenenza fa essere eco fragile e tenace della sua Presenza e suscita la nostalgia di poterlo incontrare.</div>
<p style="text-align:center;"><strong></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><img class="alignnone size-medium wp-image-332" title="pasqua-san-nicola" src="http://sottoilmantodellamamma.files.wordpress.com/2009/04/pasqua-san-nicola.jpg?w=300&#038;h=216" alt="pasqua-san-nicola" width="300" height="216" /></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Io sono il buon pastore, dice il Signore;</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.</strong></p>
<p>Giovanni 10,11-18<span style="white-space:pre;"> </span>(At 4,8-12  -  Salmo 117  -  1 Gv 3,1-2)</p>
<p style="text-align:justify;">11In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. </p>
<p style="text-align:justify;">12Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; </p>
<p style="text-align:justify;">13perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. </p>
<p style="text-align:justify;">14Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, </p>
<p style="text-align:justify;">15così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. </p>
<p style="text-align:justify;">16E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. </p>
<p style="text-align:justify;">17Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. </p>
<p style="text-align:justify;">18Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».</p>
<p style="text-align:justify;">Riflessione:<span style="white-space:pre;"> </span></p>
<p><span id="more-377"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Il dinamismo della potenza divina e liberatrice del  Risorto, in forza del «nome di Gesù  Cristo», continua ad agire attraverso coloro che egli ha costituito pastori della sua Chiesa perché, nel suo nome, conducano gli uomini alla salvezza. È in questa prospettiva che Pietro afferma la necessità dell’unico gregge sotto un solo pastore: «In nessun altro c&#8217;è salvezza» (prima lettura).</p>
<p style="text-align:justify;">La forza operatrice di unità che viene da Cristo è presentata nel vangelo di Giovanni sotto l&#8217;allegoria del buon pastore che da la vita per le pecore. Di ciò profeterà Caifa decidendo la morte di Gesù e l&#8217;evangelista commenterà: «&#8230; come sommo sacerdote, fece una profezia: disse che Gesù sarebbe morto per la nazione, e non soltanto per la nazione, ma anche per unire i figli di Dio dispersi» (cfr Gv 11,49-52). È dunque Gesù stesso a far conoscere la relazione vitale che intercorre tra il pastore e le pecore e ad indicare alla Chiesa il cammino da percorrere per il conseguimento dell&#8217;unità.</p>
<p style="text-align:justify;">Il buon pastore conosce le sue pecore ed esse conoscono lui, «come il Padre conosce me e io conosco il Padre» (vangelo). È una conoscenza profonda, reciproca, interpersonale che riflette la più intima unione possibile, quella esistente tra le persone del Padre, del Figlio e dello Spirito in seno alla vita trinitaria. Questa è la sorgente che attirerà al vero ovile di Cristo le pecore che ancora non vi appartengono e le renderà attente e capaci di riconoscere la sua voce, la voce di colui che dona la propria vita per la salvezza di tutti.</p>
<p style="text-align:justify;">Se sei un mercenario non t’importa delle pecore e non ti importa perché non le conosci. Non le conosci “per esperienza”, non le conosci per amore: esse non sono tue. </p>
<p style="text-align:justify;">E da che cosa si vede se sono tue? Che dai la vita per loro. Gesù dà la vita per noi. È lui che ce la dà, tiene a precisare, nessuno gliela toglie. Lui, solo lui, ha il potere di offrire la sua vita e di riprenderla di nuovo. In questo sta la sua autorevolezza, nel potere dell’impotenza, a cui Dio nella morte si è volontariamente esposto. </p>
<p style="text-align:justify;">Gli uomini possono seguire Gesù solo in forza di questa sua autorevolezza. Per essa ne conoscono la voce, subiscono il fascino della sua Presenza, si dispongono alla sequela. Solo nel vivere questa appartenenza il cristiano diventa a sua volta autorevole, cioè capace di incontrare l’altro, di amarlo e di dar la sua vita per lui. L’appartenenza fa essere eco fragile e tenace della sua Presenza e suscita la nostalgia di poterlo incontrare.</p>
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			<media:title type="html">don Alberto ABREU</media:title>
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		<title>Messa di Intercessione e Liberazione del 24 Aprile 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 18:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Alberto ABREU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Guarigione interiore]]></category>
		<category><![CDATA[Condivisioni]]></category>
		<category><![CDATA[guarigione]]></category>
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		<category><![CDATA[Messa]]></category>

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		<description><![CDATA[ 

Carissimi apro quì questo spazio di  condivisione fraterna affinchè tutti coloro che desiderano ringraziare il  Signore, raccontare la propria esperienza, dare testimoniazna di ciò che hanno  ricevuto durante la messa di intercessione e liberazione del 24 Aprile 2009  possano farlo attraverso i commenti.
Vi benedico a tutti.che il Signore  vi accompagni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sottoilmantodellamamma.wordpress.com&blog=6406008&post=373&subd=sottoilmantodellamamma&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-375" title="dsc02091web" src="http://sottoilmantodellamamma.files.wordpress.com/2009/04/dsc02091web.jpg?w=300&#038;h=225" alt="dsc02091web" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align:justify;">Carissimi apro quì questo spazio di  condivisione fraterna affinchè tutti coloro che desiderano ringraziare il  Signore, raccontare la propria esperienza, dare testimoniazna di ciò che hanno  ricevuto durante la messa di intercessione e liberazione del 24 Aprile 2009  possano farlo attraverso i commenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Vi benedico a tutti.che il Signore  vi accompagni sempre e il manto della mamma celesti vi copra col suo amore  materno.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><em>Entrando in un villaggio, gli  vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, 13 alzarono la  voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!». 14Appena li vide, Gesù disse:  «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono  sanati. 15 Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran  voce; 16 e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. 17 Ma  Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove  sono? 18 Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all&#8217;infuori di  questo straniero?». E gli disse: 19 «Alzati e va&#8217;; la tua fede ti ha salvato!». </em>(Lu 17, 12-19)</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><em>38 L&#8217;uomo dal quale erano usciti  i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: 39 «Torna a  casa tua e racconta quello che Dio ti ha fatto». L&#8217;uomo se ne andò, proclamando  per tutta la città quello che Gesù gli aveva fatto. </em><span>(Lu 8, 38-39)</span></p>
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