abbraccio

Il Signore Gesù Cristo ci riempirà delle sue grazie e benedizione, accostiamoci al altare con piena fiducia, al trono di grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati  nel momento opportuno (Eb.4,16). Questo è il mistero eucaristico che celebriamo in questa eucaristia di liberazione e intercessione, in ogni eucaristia si compie questa realtà divina, è la nostra fede che ci fa partecipare in pienezza di ciò che Cristo per amore ha donato all’umanità di tutti i tempi.

     Nell’eucaristia Gesù riversa tutto il suo sangue per la nostra salvezza, in questo mistero avviene una liberazione e guarigione di tutto ciò che opprime l’uomo cominciando dal peccato, le malattie, sofferenze psicomfisiche, influenze negative, legami delle tenebre, ristabilimento dell’albero genealogico.

     Quante grazie reciviamo nella celebrazione eucaristica, nonostante noi non ce ne rendiamo conto, e non siamo consapevoli di tale grazie divine emanate dalla potenza eucaristica. Gesù vivo in mezzo a noi, opera con tanto amore e vuole la nostra adesione libera, coerente e costante alla nostra fede.

     Vi invito a partecipare con tante preghiere, digiuno, fioretti, e soprattutto ad aprire il cuore a Gesù e Maria, perché grande è il suo Amore ed eterna la sua misericordia.

Pubblicato da: don Alberto ABREU | ottobre 28, 2009

Il fumo mi fa male.

IlFumoFaMale

Vorrei parlare di questo argomento di cui si parla poco e niente, soprattutto in questa società dove il tabagismo trova ampio spazio nonostante sugli stessi pacchetti viene ben specificato che il fumo fa male o peggio, riportando una delle frasi più frequenti, “Il fumo uccide”. Il fumatore dovrebbe prendere coscienza che ciò che compra e consuma è un pericolo per la nostra salute. Più del 70% dei tumori ed altre patologie, come ad esempio le malattie del cuore, sono infatti causate dal fumo. L’Istituto di Sanità nutre grande preoccupazione per la grande quantità di malattie prodotte da questo “vizio”. La stessa fonte riporta inoltre, che il fumo è in aumento, soprattutto fra i giovanissimi, che per essere alla pari dei più grandi e, per cercare qualcosa che gli dia maggior sicurezza, ne fanno uso, senza sapere, o comunque non avendone la giusta consapevolezza e coscienza, che vanno incontro a dei problemi gravissimi per la loro salute, certamente più gravi rispetto a quelli ai quali possono andare incontro gli adulti.Chi è giovane, infatti, essendo in età di sviluppo, può andare incontro a gravi disfunzioni che potranno avere conseguenze per tutta la vita. Pochi giovani sanno, ad esempio, che il fumo incide in modo fortemente negativo sul funzionamento degli organi riproduttivi. Per non parlare poi dei residui di catrame che rimangono nel nostro organismo.

A tal proposito, ho trovato su YouTube, un video, il quale mostra mostra che danni causa 1 pacchetto di sigarette al giorno, fumato per 20 giorni, sono enormi, mi raccomando guardatelo fino alla fine, con attenzione soprattutto a come cambia il colore dell’acqua, questa alla fine sarà bollita, rimarrà soltanto il catrame,che è lo stesso che finisce nell’organismo di chi fuma.

 

Ecco quindi la necessità di una maggior consapevolezza, per noi cristiani, di questo problema, che va in contrasto con la nostra fede. Se la nostra fede è autentica sarà nostra cura interessarci della nostra salvezza spirituale e corporale.

In primis possiamo prendere coscienza alla luce della parola di Dio, che illumina nel nostro cammino spirituale:

Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo(1Cor. 6, 19-20)

La parola di Dio che ci trasmette Paolo deve farci prendere coscienza di cosa siamo diventati quando siamo stati introdotti nella chiesa, uniti al corpo di Cristo mediante il battesimo. Il nostro corpo è diventate abitazione dello Spirito Santo e quindi non apparteniamo più a noi stessi, perché siamo stati comprati a caro prezzo, Cristo infatti, ha dato il suo sangue per salvarci anima e corpo.

Un altro passo della Parola ci conferma questa verità indispensabile per la nostra vita da cristiani:

Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi(1Cor. 3, 16-17)

In questo brano Paolo ci avverte, che siamo tempio di Dio e il tempio è sacro, se noi attentiamo contro questo tempio, Dio distruggerà questo tempio, non perché Dio distrugge ciò che ha creato, ma che ci lascerà al nostro libero arbitrio, e questo ci porta al peccato e il peccato alla morte eterna. Quando Gesù parla con i giudei, lo fa in modo forte perché hanno il cuore indurito, parla loro in parabole, Gesù, Parola incarnata del Padre Eterno l’annuncia con potenza e verità quando dice, citando il profeta Isaia (ls. 6,9-10):

Voi udrete, ma non comprenderete, guarderete, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gliorecchi, e non intendere con il cuore affinché si convertano ed lo li risani(Mt. 13, 14-15)

“Santo è il tempio di Dio”, Gesù dice di essere santi perché io sono santo, questo è il dono che ci ha dato Gesù mediante lo Spirito Santo e, siamo guidati da lui come figli di Dio e lo siamo realmente, questa è la motivazione per la quale dobbiamo essere lontani da tutto ciò che danneggia e ci allontana da Dio.

Il fumo, l’alcool, l’eccesso di cose e ogni genere di vizio e tutto ciò che ci porta all’idolatria e distrugge il nostro corpo e lo spirito, non erediterà il regno di Dio. Paolo infatti ci dice che raccoglieremo le conseguenze del nostro peccato:

Non vi ingannate, non ci si può beffare di Dio; perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà. Perché chi semina dalla carne, mieterà corruzione dalla carne; ma chi semina dallo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna(Gal. 5, 20-21 – 6:7-8)

Grazie all’incarnazione del Figlio di Dio, all’uomo è stato concesso di entrare in questo mistero di salvezza e innalzarsi ad una eredità incorruttibile, ad un livello eccezionale, perché Dio è l’Onnipotente ed è tutto amore, che ha riversato nel cuore dell’uomo il suo Spirito Santo (cfr. Gal.4,6). San Paolo dirà:

Chi è in Cristo è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove(2Cor. 5, 16-17)

È questa la creatura nuova che Gesù ha acquistato con la sua vita in croce dando tutto se stesso per la salvezza dell’umanità.

Lo sazierò di lunga vita e gli farò vedere la mia salvezza(Salmi 91:16)

Ascolta, figlio mio, ricevi le mie parole, e anni di vita ti saranno moltiplicati(Proverbi 4:10)

Il signore Dio ci mostra la sua strada, la sua vita, l’uomo è libero e cosciente della sua libertà. Dio propone, non impone, la sua proposta è nel suo cuore di Padre perché è spinto dall’amore per l’uomo affinché possa salvarlo:

Io sono il Signore tuo Dio che ti insegno per il tuo bene, che ti guido per la strada su cui devi andare(Is. 48, 17)

La parola di Dio ci viene in aiuto, la parola di Dio è viva ed efficace (Eb.4,12) è la manifestazione di Dio, della sua totale adesione al progetto di amore che ha per l’uomo, addirittura elevandolo quasi alla altezza degli angeli come ci dice il salmo 8,5-7 “Che cos’è l’uomo perché ti ricordi di lui o il figlio dell’uomo perché tu te ne curi? Di poco l’hai fatto inferiore agli angeli, di gloria e di onore l’hai coronato e hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi”, è la voce che penetra nel più profondo del suo essere, perché è la sua creatura, creata a sua immagine e somiglianza, Dio non può non amare la sua creatura e come andare contro se stesso, contro il suo amore “Ora dice il Signore cheti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: “Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartiene. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo(Is. 43, 1-4a)

Vi esorto, dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, la gradita e la perfetta volontà(Romani 12:1-2)

Tornando al problema del fumo, la cosa più assurda è che il fumatore quando gli si dice che il fumo fa male, la sua risposta è lo so, ma non ne posso fare a meno, quindi è consapevole della gravità per la sua salute corporale e mentale, della sua schiavitù, della sua droga, del suo male. Ho conosciuto molti cristiani fumatori che non avevano nessuna intenzione di rinunciare a questo piacere. La Bibbia afferma chiaramente che esiste il piacere nel peccato ma che alla fine se ne subiranno le conseguenze. La Bibbia dice che Mose scelse di sua volontà di rinunciare ai piaceri del peccato per seguire Dio.

Per fede Mose, fattosi grande, rifiutò di essere chiamato il figlio della figlia del Faraone, preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio che godere per breve tempo dei piaceri del peccato(Ebrei 11: 24-25)

 Don Albreto Abreu

Pubblicato da: don Alberto ABREU | ottobre 27, 2009

La mia testimonianza eucaristica e la testimonianza di Catalina.

eucarestiaLa testimonianza di Catalina è stata per me fonte di un profondo senso spirituale alla mia consacrazione sacerdotale, mettermi oggi davanti alla Eucaristia con più coscienza viva e attiva della presenza reale e divina del Nostro Signore Gesù Cristo, il quale è efficacia della nostra preghiera davanti ad essa. 

     E’ una esperienza che va oltre i nostri sensi, una emanazione della potenza divina. Come un fiume di grazie si scatena tutto l’amore appassionato di Dio Padre per noi, donandoci il suo Figlio, attualizzando la sua passione, morte in Croce e risurrezione.

     Celebrando la messa rivivo ogni avvenimento eucaristico, con un entusiasmo meraviglioso, con una grande gioia, la mia mente si riempie di immagine di questa presenza di Gesù vivo, della sua passione, dentro di me, vi confesso che devo fare un grande sforzo per contenermi e non piangere, perché tanto mi sento immerso in questo mistero così grande che a volte il mio cuore sembra scoppiare. Dio mi da la forza di viverla con molta serenità.

     Come non potrei credere alle preghiere che si offrono in questo avvenimento eucaristico così potente per la nostra salvezza. Confermo vivamente che il Signore Gesù con il suo sacrificio accoglie le nostre suppliche e tutto ciò che deponiamo al suo altare. Ogni venerdì lo dedico specialmente al preziosissimo Sangue del nostro Signore Gesù Cristo, ho un quaderno speciale dove vi sono delle richieste di preghiere, nomi, fotografie, lettere, intenzioni di preghiere, tante sofferenze, malattie, richieste di conversione, bambini malati, sacerdoti in difficoltà. Tutto va posto al cuore sanguinante di Gesù che con amore fa sua ogni persona e abbracciandola con tenerezza, donando a tutti speranza, consolazione e guarigione secondo il suo disegno di salvezza offerto al Padre.

     Quanta angoscia sento nel vedere molti fedeli partecipare alla santa eucaristia con molta leggerezza. Stando alla testimonianza di Catalina, ne è prova, già fin dall’inizio della messa quando viene trascurata la puntualità della messa, mancando il rito iniziale e penitenziale, in nome della santissima Trinità, dove con la consapevolezza di essere peccatori e di non essere degni di celebrare questo grande mistero, chiedendo perdono dei nostri peccati, soprattutto poi se non siamo frequentatori assidui al sacramento della penitenza, è un atto molto grave al mistero d’amore che si compie per la nostra salvezza. Più volte ne ho fatto appello come pastore responsabile, quanto è importante vivere tutta l’eucaristia in ogni momento senza tralasciare nulla, per poter partecipare alla santissima comunione, perché li  culmina tutta l’azione eucaristica del mistero celebrato, se manca qualcosa, come possiamo essere in piena comunione?.

La nostra partecipazione alla Messa deve essere un atto profondo di amore, di riconoscenza all’amore di Dio e non più un dovere o precetto,o un momento religioso da compiere come cristiani, ma la corsa a questo  evento di amore che Gesù ci dona in continuazione. E’ la nostra salvezza, la nostra gioia, la nostra speranza, la nostra preghiera, la nostra vita, il nostro amore.

Io spero che leggendo questa testimonianza, possiate vivere d’ora in poi la santa eucaristia come cerco di viverla io come sacerdote, come cristiano e come uomo per amore a Dio.   

                                                                                                                                                                                                  Sac. Don Alberto Abreu

 

TESTIMONIANZA DI CATALINA

SULLA SANTA MESSA 

     Sulla meravigliosa catechesi con la quale il Signore e la Vergine Maria ci stanno istruendo – in primo luogo insegnandoci il modo di pregare il Santo Rosario, di pregare con il cuore, di meditare e di trarre profitto dei momenti di incontro con Dio e con la nostra Madre benedetta, e sul modo di confessarsi bene – inoltre, sulla conoscenza di ciò che avviene nella Santa Messa e sul modo di viverla con il cuore. Continua a leggere…

Pubblicato da: don Alberto ABREU | luglio 7, 2009

Il Papa, segno di contraddizione e pietra di scandalo per il mondo di oggi.

11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.
Mt. 5,11-12

34 Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione
35 perché siano svelati i pensieri di molti cuori.
Lc. 2, 34-35

7 Onore dunque a voi che credete; ma per gli increduli la pietra che i costruttori hanno scartato è divenuta la pietra angolare,
8 sasso d’inciampo e pietra di scandalo.
1Pt. 2, 7-8

PapaAfrica

Il viaggio apostolico di Benedetto XVI in Africa, una missione voluta per portare un messaggio spirituale di pace, giustizia e riconciliazione al Continente è stato segno di contraddizione con le sue dichiarazioni ai giornalisti contro il preservativo a proposito del tema dell’AIDS, che sta devastando l’africa in questo secolo. Continua a leggere…

Pubblicato da: don Alberto ABREU | maggio 26, 2009

La “Pietra Scartata.it”

pietrascartata

Per diversi motivi, in particolare per la mole dei contributi che vorremmo pubblicare, abbiamo sentito la necessità di trasformare il presente blog in un sito per tanto stiamo trasferendo il tutto al seguendo indirizzo www.pietrascartata.it.   L’urgenza di questo sito, “Pietra Scartata”, come è stato anche per  il blog “Sotto il manto della mamma”, nasce dal voler portare un Segno di contraddizione, quel segno portato dal  Vangelo annunziato alle genti attraverso la potenza dello Spirito Santo  che ci porta a conoscenza della completa verità. E’ quest’annuncio di  verità che il mondo non accetta, poiché “la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.(Gv 3, 19-21)”. Come Gesù non  fu accettato nel suo tempo e come predisse Simeone, egli è qui infatti come segno di contraddizione perché siano  svelati i pensieri di molti cuori (Lc. 2,34b-35). Più che mai oggi il cristianesimo viene bersagliato, e la Chiesa cattolica come punto centrale, viene desacralizzata dalla indifferenza  e dall’ateismo laico. La chiesa viva deve  essere questa pietra scartata, come segno di contraddizione e verità per l’uomo oggi, perseguitata nella sua religiosità, soprattutto nel suo intervento per la difesa vera del genere umano, -La Chiesa non deve e non può scendere a compromessi politici anzi deve ripetere e vivere quello che Gesù disse ai suoi apostoli “ Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo che il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi;   se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato”. (Gv. 15,18-21)
                                                                                                                                                 

Don. Alberto Abreu

Pubblicato da: don Alberto ABREU | maggio 23, 2009

24 maggio 2009 – Ascensione del Signore. ciclo liturgico: anno B

Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.

ascenzione

Marco 16,15-20   (At 1,1-11  –  Salmo 46  –  Ef 4,1-13)

Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria.
15 In quel tempo, [ Gesù apparve agli Undici ] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.
16 Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.
17 Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove,
18 prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
19 Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
20 Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Riflessione: Continua a leggere…

Pubblicato da: don Alberto ABREU | maggio 16, 2009

17 maggio 2009 – 6ª Domenica di Pasqua. ciclo liturgico: anno B

Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.

pasqua-san-nicola

Giovanni 15,9-17 (At 10,25-25.34-35 – Salmo 97 – 1 Gv 4,7-10)

9 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me,    anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
10 Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
11 Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
12 Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
13 Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
14 Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.
15 Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.
17 Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Riflessione:

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Pubblicato da: don Alberto ABREU | maggio 10, 2009

10 Maggio 2009 – 5ª Domenica di Pasqua. ciclo liturgico: anno B

Rimanete in me e io in voi, dice il Signore;

chi rimane in me porta molto frutto.

pasqua-san-nicola

 

Giovanni 15, 1-8 (At 9,26-31 – Salmo 21 – 1 Gv 3,18-24)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: <<Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore.

Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perchè porti più frutto.

Voi siete puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi. come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me.

Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perchè senza di me non potete fare nulla.

Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto.

In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli>>.

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Pubblicato da: don Alberto ABREU | maggio 2, 2009

3 maggio 2009 – 4ª Domenica di Pasqua. ciclo liturgico: anno B

Io sono il buon pastore, dice il Signore;
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Giovanni 10,11-18 (At 4,8-12  –  Salmo 117  –  1 Gv 3,1-2)
11In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. 
12Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; 
13perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. 
14Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, 
15così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. 
16E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. 
17Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. 
18Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
Riflessione:
Il dinamismo della potenza divina e liberatrice del  Risorto, in forza del «nome di Gesù  Cristo», continua ad agire attraverso coloro che egli ha costituito pastori della sua Chiesa perché, nel suo nome, conducano gli uomini alla salvezza. È in questa prospettiva che Pietro afferma la necessità dell’unico gregge sotto un solo pastore: «In nessun altro c’è salvezza» (prima lettura).
La forza operatrice di unità che viene da Cristo è presentata nel vangelo di Giovanni sotto l’allegoria del buon pastore che da la vita per le pecore. Di ciò profeterà Caifa decidendo la morte di Gesù e l’evangelista commenterà: «… come sommo sacerdote, fece una profezia: disse che Gesù sarebbe morto per la nazione, e non soltanto per la nazione, ma anche per unire i figli di Dio dispersi» (cfr Gv 11,49-52). È dunque Gesù stesso a far conoscere la relazione vitale che intercorre tra il pastore e le pecore e ad indicare alla Chiesa il cammino da percorrere per il conseguimento dell’unità.
Il buon pastore conosce le sue pecore ed esse conoscono lui, «come il Padre conosce me e io conosco il Padre» (vangelo). È una conoscenza profonda, reciproca, interpersonale che riflette la più intima unione possibile, quella esistente tra le persone del Padre, del Figlio e dello Spirito in seno alla vita trinitaria. Questa è la sorgente che attirerà al vero ovile di Cristo le pecore che ancora non vi appartengono e le renderà attente e capaci di riconoscere la sua voce, la voce di colui che dona la propria vita per la salvezza di tutti.
Se sei un mercenario non t’importa delle pecore e non ti importa perché non le conosci. Non le conosci “per esperienza”, non le conosci per amore: esse non sono tue. 
E da che cosa si vede se sono tue? Che dai la vita per loro. Gesù dà la vita per noi. È lui che ce la dà, tiene a precisare, nessuno gliela toglie. Lui, solo lui, ha il potere di offrire la sua vita e di riprenderla di nuovo. In questo sta la sua autorevolezza, nel potere dell’impotenza, a cui Dio nella morte si è volontariamente esposto. 
Gli uomini possono seguire Gesù solo in forza di questa sua autorevolezza. Per essa ne conoscono la voce, subiscono il fascino della sua Presenza, si dispongono alla sequela. Solo nel vivere questa appartenenza il cristiano diventa a sua volta autorevole, cioè capace di incontrare l’altro, di amarlo e di dar la sua vita per lui. L’appartenenza fa essere eco fragile e tenace della sua Presenza e suscita la nostalgia di poterlo incontrare.

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Io sono il buon pastore, dice il Signore;

conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.

Giovanni 10,11-18 (At 4,8-12  –  Salmo 117  –  1 Gv 3,1-2)

11In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. 

12Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; 

13perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. 

14Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, 

15così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. 

16E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. 

17Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. 

18Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Riflessione:

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Pubblicato da: don Alberto ABREU | aprile 26, 2009

Messa di Intercessione e Liberazione del 24 Aprile 2009

 

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Carissimi apro quì questo spazio di condivisione fraterna affinchè tutti coloro che desiderano ringraziare il Signore, raccontare la propria esperienza, dare testimoniazna di ciò che hanno ricevuto durante la messa di intercessione e liberazione del 24 Aprile 2009 possano farlo attraverso i commenti.

Vi benedico a tutti.che il Signore vi accompagni sempre e il manto della mamma celesti vi copra col suo amore materno.

 

Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, 13 alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!». 14Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono sanati. 15 Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; 16 e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. 17 Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? 18 Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: 19 «Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato!». (Lu 17, 12-19)

 

38 L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: 39 «Torna a casa tua e racconta quello che Dio ti ha fatto». L’uomo se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù gli aveva fatto. (Lu 8, 38-39)

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