Pubblicato da: don Alberto ABREU | aprile 25, 2009

26 aprile 2009 – 3ª Domenica di Pasqua. ciclo liturgico: anno B

pasqua-san-nicola

 Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.

 

Luca 24,35-48 (At 3,13-15.17-19 – Salmo 4 – 1 Gv 2,1-5a)

In quel tempo, i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus narravano agli Undici e a quelli che erano con loro ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».

Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma.

Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?

Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho».

Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.

Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».

Gli offrirono una porzione di pesce arrostito;

egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».

Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro:

«Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno,

e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.

Di questo voi siete testimoni».

Riflessione

   In questa terza Domenica di Pasqua, il Vangelo di Luca ci porta a riflettere sul momento della apparizione del Risorto, sull’incontro con i discepoli di Emmaus e come loro raccontano di aver riconosciuto Gesù quando davanti a loro spezza il pane.

   Il pane dono della eucaristia, presenza del risorto vivo in mezzo a noi, solo li nella assemblea eucaristica, dove sperimentiamo la pace, si accoglie colui che è il Signore, che vuole spezzare prima la sua parola di vita, nutrirci di lui per avere la piena pace interiore.

   Il Vangelo ci mostra Gesù che opera appunto per suscitare e confermare la fede nei suoi discepoli. Alla loro iniziale incredulità egli risponde con dei segni tangibili della sua presenza “reale”.

   E affinché questi «segni» vengano compresi nella fede, il Signore interpreta gli avvenimenti della sua vita alla luce delle Scritture, mostrando come in lui si è compiuto tutto ciò che era detto.

   Questi segni compie Gesù ancora oggi nella sua assemblea, nella chiesa, nel suo popolo che acquista grazie dal suo sangue. Questo annuncio è per ognuno di noi, e si compie con potenza, non ostante un mondo ostile alla verità rivelata, allo Spirito che viene per cambiare i cuori spezzati dal peccato, a rinnovare la nostra misera esistenza, per elevarci alla dignità di figli di Dio.

   Anche la realtà del peccato fa parte, così, del gioioso annuncio pasquale. È vero, infatti, che il peccato è rottura di comunione; ma è anche «via alla comunione», a condizione che ci riconosciamo peccatori e ci lasciamo perdonare (cfr 1 Gv 1,8-10), con piena fiducia nel nostro «avvocato presso il Padre»; dal suo sacrificio, dalla sua offerta eucaristica, da cui noi riceviamo la forza di non peccare, di osservare la sua parola, di dimorare in Lui. 

   Si compie così per noi la rivelazione e la attuazione della misericordia del Padre che trova il suo vertice nel mistero pasquale celebrato nell’Eucaristia.

   Un mondo nuovo è cominciato, la risurrezione di Cristo si inscrive non soltanto nel centro del cristianesimo, ma nel centro stesso della storia. Con la risurrezione si realizza in Cristo, in anticipo, la sorte che ci attende come nostro futuro: in lui risorto si realizza quella pienezza che ogni uomo cerca nella sua vita.

   La risurrezione conferma che l’attesa apocalittica di «nuovi cieli e nuova terra» non è fantasia da visionari. La risurrezione di Cristo è l’aurora di quel mondo nuovo, della nuova creazione, che porterà a pienezza le aspirazioni di amore, di giustizia, di pace, di solidarietà che premono sui tessuti di questo nostro vecchio mondo.

   Solo nella sua parola di vita, solo entrando in essa con fervore e amore, nella fedeltà, colui che è veritiero ci donerà la sua grazia promessa a quanti accoglieranno il suo messaggio di amore e del perdono dei nostri peccati.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: